Il campionatore ad alto volume installato dall’Agenzia, attivo tra il 4 e il 5 giugno, ha registrato una concentrazione di diossine pari a 0,7 picogrammi per metro cubo (pg/m³). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, valori superiori a 0,3 pg/m³ possono indicare la presenza di una fonte di emissione localizzata, come un incendio. Questo dato conferma quindi che il rogo ha effettivamente generato diossine.
Il benzo(a)pirene, uno degli idrocarburi policiclici aromatici (ipa) normalmente monitorati, risulta al di sotto di 0,1 nanogrammi per metro cubo (ng/m³), ben inferiore al limite di legge annuale previsto dal decreto legislativo 155/2010 (1 ng/m³).
Significativa la concentrazione dei policlorobifenili (pcb), rilevata a 8.100 pg/m³. Sebbene non esistano limiti normativi per questa sostanza, l’Organizzazione mondiale della sanità indica come valori tipici quelli compresi tra 3 pg/m³ (in aree non industriali) e 3.000 pg/m³ (in contesti urbani o industriali). Il dato riscontrato è quindi molto elevato.
Arpa Lazio sottolinea che non esistono soglie di legge per diossine, ipa e pcb in aria ambiente, ma i dati sono pubblicati in un’ottica di trasparenza e informazione ambientale. Le rilevazioni proseguiranno nei prossimi giorni.
Dati rilevati dal campione NRG202501978 (04/06/2025 – 05/06/2025):
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Diossine (TEQ): 0,7 pg/m³
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Benzo(a)pirene: <0,1 ng/m³
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pcb: 8.100 pg/m³
I risultati sono disponibili sul sito www.arpalazio.it e sui canali social dell’Agenzia.