Trevignano Romano – “Ci sono stati tentativi di influenzare il mio giudizio anche dagli Stati Uniti, da parte di ambienti culturali e religiosi che sostenevano la veggente”. Parole nette, quelle pronunciate da monsignor Marco Salvi in un’intervista rilasciata a la Repubblica. Il vescovo di Civita Castellana torna a parlare del caso Trevignano, e lo fa sottolineando il peso delle pressioni ricevute nel corso di un’indagine ecclesiastica durata mesi, conclusasi con un verdetto chiaro: non c’è nulla di soprannaturale nelle presunte apparizioni mariane dichiarate da Gisella Cardia.
Il vescovo di Civita Castellana Marco Salvi
Il pronunciamento definitivo del vescovo arriva a pochi giorni dall’uscita della super-perizia del genetista Emiliano Giardina, secondo cui il Dna rilevato sulle statue e sul quadro sacro apparterrebbe esclusivamente alla stessa Cardia. Una conferma scientifica che si aggiunge alle conclusioni già raggiunte dalla commissione diocesana incaricata di esaminare la vicenda. “Per me – ha spiegato Salvi –, la vicenda era chiusa già mesi fa, con la formula ‘constat de non supernaturalitate’. La mia decisione è arrivata dopo un attento lavoro di squadra: biblisti, teologi, psicologi, canonisti hanno riscontrato contraddizioni, omissioni e bugie”.
Il vescovo fa riferimento anche al comportamento di Maria Giuseppa Scarpulla, nome all’anagrafe di Gisella Cardia, e del marito Gianni, entrambi oggi indagati per truffa aggravata a seguito delle denunce presentate da tre ex fedeli. “Non so se fosse una vera setta – dice il vescovo -, ma di certo hanno promosso un modo di vivere la fede che non aveva nulla a che fare con le indicazioni della chiesa”.
Madonna di Trevignano – La sedicente veggente Gisella Cardia
La presunta veggente, che dal 2016 sosteneva di ricevere messaggi dalla Madonna a Trevignano Romano, era diventata un fenomeno mediatico e religioso di portata internazionale. “L’hanno sostenuta anche sacerdoti dalla Francia e dalla Polonia – ricorda Salvi -, ma soprattutto mi hanno colpito le pressioni giunte dagli Stati Uniti, da ambienti che hanno tentato di intervenire nella valutazione ecclesiastica”.
La vicenda, a detta del vescovo, ha lasciato cicatrici nella comunità. “Alcuni fedeli inizialmente si erano avvicinati, poi si sono allontanati. Fortunatamente i sacerdoti della diocesi hanno mantenuto il giusto distacco. Ma resta l’amarezza per chi è venuto da tutta Italia a credere in qualcosa che ha finito per dividere invece di unire. Le vere esperienze spirituali generano unità. Qui, invece, abbiamo visto solo divisione”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

