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“Nessuna risposta dopo un mese e mezzo….”

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Viterbo - Polizia e ambulanza a San Faustino

Viterbo – Polizia e ambulanza a San Faustino (foto di repertorio)

Viterbo –  “Abbiamo scritto più di un mese e mezzo fa e nessuno ci ha risposto”. In una lettera firmata da Massimo D’Alessio, Michele Ranucci e Monia Mustica, referenti dei comitati di controllo di vicinato di viale Trento, San Faustino e via dell’Orologio Vecchio, lamentano il non ascolto da parte della giunta Frontini. Il messaggio è diretto alla sindaca Chiara Frontini, alla giunta e all’intero consiglio comunale, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione.

“Non parliamo solo in qualità di rappresentanti dei comitati, ma come cittadini che votano, pagano le tasse e si impegnano per il bene collettivo – si legge nella lettera –. Abbiamo sempre evitato di assumere posizioni partitiche, proprio per preservare la nostra oggettività e utilità nei confronti dei cittadini, e continuiamo ogni giorno a collaborare con le forze dell’ordine segnalando tempestivamente situazioni di degrado e potenziale pericolo sul territorio”.

Ma ciò che denunciano è l’assenza totale di ascolto: “Purtroppo, però, nonostante la nostra comprovata condotta, e l’invio, oltre un mese e mezzo fa, di una comunicazione formale via Pec indirizzata alla sindaca, alla giunta e ai consiglieri di maggioranza e opposizione, registriamo con rammarico la totale assenza di un riscontro, un silenzio, da parte di tutti, che è inaccettabile”.

Parole dure anche verso la comunicazione istituzionale: “Siamo stufi di assistere quotidianamente alla divulgazione di contenuti autocelebrativi circa il presunto successo dell’attuale amministrazione nel mantenimento delle promesse elettorali. E siamo altrettanto esausti delle continue denunce, provenienti da esponenti dell’opposizione, che descrivono Viterbo in uno stato di degrado e incuria, dimenticando, però, oppure omettendo volutamente, che analoghe, se non peggiori condizioni erano presenti anche durante il loro precedente mandato di governo cittadino”.

E infine l’avvertimento: “Qualora le nostre legittime aspettative dovessero essere nuovamente disattese – concludono i referenti dei tre comitati – saremo costretti ad attivare tutti gli strumenti a nostra disposizione, inclusa la richiesta di intervento di prefetto e questore, al fine di ripristinare le condizioni necessarie affinché Viterbo torni ad essere una città a misura d’uomo e, soprattutto, un luogo sicuro”.


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