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“Noi, cresciuti con la Dad, ora alla prova della realtà…”

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Viterbo – “Noi, cresciuti con la Dad, ora alla prova della realtà”. Sono 2.519 gli studenti della provincia di Viterbo che oggi, 18 giugno, hanno affrontato la prima prova dell’esame di maturità: quella di italiano. A livello nazionale sono oltre 526mila. Per i ragazzi e le ragazze della generazione Covid, si tratta del primo vero esame in presenza, dopo aver vissuto l’inizio delle scuole superiori tra lockdown e didattica a distanza (dad).

Un gruppo di studenti fuori dal liceo classico

Un gruppo di studenti fuori dal liceo classico


Il ministero dell’Istruzione e del merito ha proposto sette tracce in tre tipologie diverse: analisi del testo, testo argomentativo e riflessione critica. Tra gli autori e i temi scelti, Pier Paolo Pasolini, Il Gattopardo, Paolo Borsellino, l’articolo 3 della Costituzione, un testo sull’indignazione nei social, una riflessione sul rispetto e una sul potere, tratta da Romano Guardini.

“Fate uscire la vostra personalità”, ha detto il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Piero Peroni questa mattina, mentre il vescovo Orazio Francesco Piazza ha parlato di “serenità e potenzialità ancora da scoprire”.

Molti studenti hanno scelto la traccia sul rispetto. Fabiana, 18 anni del liceo classico linguistico, spiega: “Alla fine ho scelto la traccia sul rispetto, la B. Mi interessava anche quella su Paolo Borsellino, ma quella sul rispetto toccava qualcosa in me. Nel testo si dice che per vivere tutti in una società bisogna rispettare anche chi è diverso da noi, chi non la pensa come noi. E soprattutto non fare del male. Mi sembrava importante”.

Lorenzo Aldo Maria del liceo scientifico

Lorenzo Aldo Maria del liceo scientifico


Anche Lorenzo Aldo Maria, 19 anni del liceo scientifico Paolo Ruffini, ha fatto la stessa scelta: “Penso sia andato tutto bene. La parte più difficile è stata gestire il tempo. Mi aspettavo una traccia sull’intelligenza artificiale o sulla violenza di genere, ma il rispetto va bene. Questo è il primo esame davvero importante dopo gli anni del Covid. Un po’ di pressione l’abbiamo sentita”.

Giorgia, 18 anni, sempre dal liceo scientifico, racconta: “Di solito scelgo sempre il testo argomentativo, e anche stavolta è stato così: ho scelto la traccia sul rispetto. È un tema in cui mi riconosco. Quella che temo di più, però, è la prova di matematica. Per me è stato il primo vero esame. All’inizio un po’ di ansia c’era, poi è sembrato quasi un normale compito in classe”.

Il tema del futuro emerge nelle loro parole. Fabiana: “Vorrei fare medicina. Vediamo come vanno questi tre mesi prima del test. All’inizio ero molto stressata per l’esame, non sapevo da dove cominciare. Poi, alla fine, mi è sembrato quasi come una verifica. Solo che invece di stare in classe, eri in un corridoio”.

Lorenzo Aldo Maria è incerto: “Potrei scegliere Giurisprudenza, Economia, oppure iniziare a lavorare. Sto riflettendo”. Giorgia, invece, ha le idee più chiare: “Probabilmente farò biotecnologie qui a Viterbo. È una scelta che sento vicina. Però prima ci sono ancora altre prove da superare”.

Tre storie, tre visioni diverse, ma una consapevolezza condivisa: l’esame di maturità come passaggio simbolico verso il futuro.


 – Esame di maturità per 2519 studenti della Tuscia


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