Viterbo – Oltre 3 mila persone ieri mattina alla festa del Sacrificio della comunità islamica. Centinaia i braccianti viterbesi che per la prima volta in assoluto si sono avvalsi del permesso retribuito per le festività religiose non cattoliche previsto dal nuovo contratto di lavoro provinciale degli operai agricoli sottoscritto da Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Lega comunale di Viterbo.
“La comunità islamica – dice il presidente dell’associazione culturale islamica Mohammed Kdib – continua a crescere e a integrarsi”.
Viterbo – La festa del Sacrificio al Pilastro – Il presidente dell’associazione culturale islamica Mohammed Kdib
La festa si è svolta questa mattina alla palestra del Pilastro. Due i momenti di preghiera.
“Vogliamo innanzitutto ringraziare i responsabili della struttura che ospita questa giornata – prosegue il presidente della comunità islamica di Viterbo Kdib –, ossia don Flavio Valeri, parroco della chiesa del Sacro cuore e tutto il suo staff, così come l’assessore comunale Emanuele Aronne”.
“Una festa bellissima – aggiunge Kdib – con tanta partecipazione. Oltre tremila persone. Una festa che tuttavia non abbiamo potuto godere appieno per la disgrazia che ha colpito l’università degli studi della Tuscia e la facoltà di agraria. Al rettore, ai docenti, a tutto il personale e a tutti gli studenti va la solidarietà di tutta la comunità islamica. L’incendio è stato per tutti noi un grande dolore”.
Viterbo – La festa del Sacrificio al Pilastro
Eid Al Adha è il giorno nel quale i musulmani ricordano il sacrificio del profeta Ibrahim. Dopo la preghiera viene eseguita la Udhiya o Qurbani, vale a dire il sacrificio di un animale, così come fece Abramo, che, secondo la sharīʿa, deve essere fisicamente integro e adulto. L’animale può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino oppure un cammello.
Una parte della carne della Udhiya o Qurbani va poi in donazione ad aiutare le persone bisognose.
“La festa del Sacrificio, così come la festa di fine Ramadan – conclude Kdib – sono un momento fondamentale nella vita della comunità. Un momento per continuare a lanciare il messaggio che la comunità islamica continua a crescere e a integrarsi nella società”.
Alba Parerga






