- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Omicidio Bramucci, l’identikit del revolver: “Arma facilissima e micidiale, il primo colpo in faccia”

Condividi la notizia:

Soriano nel Cimino – Un’arma corta micidiale e facilissima da usare quella con cui è stato ucciso Salvatore Bramucci, il cui cadavere crivellato di colpi è stato rinvenuto tra gli schizzi di sangue sul suo fuoristrada a pochi minuti dopo nelle campagne viterbesi da tre ciclisti. Sei colpi, cinque dei quali a segno, tutti sparati dalla stessa mano e dalla stessa arma, in rapida successione. Presumibilmente tutti quelli contenuti nel tamburo. 


Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci

Soriano nel Cimino – Omicidio Salvatore Bramucci


È ripreso così, ieri davanti alla corte d’assise di Viterbo, parlando della mai ritrovata arma del delitto, il processo a Ismail Memeti, il pregiudicato macedone di 56 anni, settimo imputato di omicidio volontario pluriaggravato per la morte dell’usuraio ucciso su mandato della moglie. Avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco composto da tre sicari venuti con due auto da Roma per togliere di mezzo il marito scomodo di Elisabetta Bacchio, che una volta scontati i domiciliari sarebbe partito, da solo ma col “bottino”, per Tenerife. 

“Un revolver preciso e potentissimo anche a 300 metri, figuriamoci da 2-3 metri, in pratica un prolungamento della mano”, ha spiegato ai giurati popolari della corte presieduta dal giudice Eugenio Turco uno dei carabinieri che si sono occupati della balistica e della dinamica dell’agguato mortale in cui attorno alle 8,20 della mattina di domenica 7 agosto 2022 è stato freddato a colpi di pistola il pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino. 


Omicidio Bramucci - I sicari diretti a Soriano nel Cimin

Soriano nel Cimino – Omicidio Salvatore Bramucci


“Una pistola armata con proiettili 38 special oppure 357 magnum, di alto potere offensivo, pieni di piombo, con camiciatura in rame, i cui bossoli non vengono espulsi, infatti non sono stati trovati sulla scena del crimine. Sei i colpi, sparati in rapidissima successione, Il primo colpo, che ha preso Bramucci in faccia, è stato sparato da davanti, a una distanza di 2-3 metri, creando il foro ovale a cratere sul parabrezza della sua Chevrolet Captiva, trovata con la prima inserita e le ruote anteriori pronte per la svolta a sinistra, all’incrocio a un centinaio di metri dalla sua villa. Il secondo colpo si è incastrato nel montante, mentre gli altri quattro colpi sono stati sparati a distanza ravvicinata, da circa un metro, dal finestrino di guida del fuoristrada, andato in frantumi”, ha proseguito l’investigatore che si è occupato anche dei rilievi in collaborazione col Ris. 

“Non serviva uno sparatore esperto, il revolver è facilissimo da usare e va sempre a segno. È noltre un’arma che sul mercato nero ha un costo attorno ai mille euro e se uno ha la licenza può comprarla tranquillamente in armeria. Si arma con proiettili di grosso calibro, che hanno una velocità dai 450 ai 650 metri al secondo, più offensivi di quelli delle forze dell’ordine, perché il proiettile civile ha lo scopo di attingere il bersaglio e distruggerlo, di devastare il più possibile “, ha risposto al pm Massimiliano Siddi riguardo all’arma del delitto, che non è stata mai ritrovata.

“Poteva essere un revolver Smith&Wesson oppure Ruger, ma ci sono anche altre marche che producono pistole analoghe, trattandosi di armi di grande successo sul mercato quindi molto riprodotte”, ha quindi spiegato il militare alla corte d’assise e al difensore Chiara Tiana.

Il penitenziario vicino di casa di Bramucci che attorno alle 8,20 del giorno del delitto ha sentito esplodere 5-6 colpi, ha capito subito che era un’arma corta: “Oltre ad essere un poliziotto, sono anche un cacciatore, quindi ho capito che non poteva essere un’arma lunga come il fucile. Ma non ho pensato a un omicidio finché non ho visto il cadavere di Bramucci in auto. Ho pensato a qualcuno che sparava ai cinghiali con una scacciacani”. Era un revolver micidiale. 

Silvana Cortignani


Omicidio Bramucci - Il foro del colpo di pistola

Omicidio Bramucci – Il foro del colpo di pistola


Settimo imputato in attesa di giudizio:

Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana

 – Parte civile: il fratello della vittima, Isolino Bramucci, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili nel primo processo il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: