Viterbo – “Stavo al bosco con i miei studenti, a fare esercitazioni. Una mattinata come tante. Poi la telefonata: ‘C’è fumo dal tetto della facoltà’. Dieci minuti dopo, il palazzo era avvolto dalle fiamme”. Andrea Vannini, professore ordinario del Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (Dibaf) dell’Unitus, ricostruisce con voce spezzata la giornata del 4 giugno, quella che ha cancellato in poche ore anni di studi, ricerche e storia accademica.
Andrea Vannini
Il rogo che ha devastato l’edificio della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia ha colpito nel cuore non solo una comunità scientifica, ma un intero territorio. “Il personale è riuscito a evacuare in tempo, nessun ferito né vittime, per fortuna – racconta Vannini – ma il palazzo è andato quasi completamente distrutto. I laboratori più compromessi sono quelli di DiBAF e DAFNE, in particolare quello di produzione delle piante: è stato raso al suolo. I nostri lavori sono in cenere”.
Rogo alla facoltà di agraria – I gravi danni prodotti dall’incendio
Oltre ai danni strutturali, il conto più amaro è quello che non si misura in euro, ma in memoria e futuro: “C’erano centinaia di migliaia di euro in macchinari nuovi, acquistati e rinnovati anche grazie ai fondi del Pnrr. Abbiamo perso dati, collezioni, pezzi di storia scientifica. Il danno è incalcolabile”.
Vannini quel palazzo lo conosce bene, anzi benissimo: “Sono entrato lì come studente. Il primo laureato in Scienze forestali. Ora ho 63 anni. Per me quella era casa. Per molti di noi lo era. Ci sentiamo smarriti”.
Eppure, tra le macerie, qualcosa si muove. “Ieri abbiamo avuto una riunione: il Comune si è manifestato subito, l’ateneo si è attivato senza esitazione. E poi la cosa più commovente: la reazione del territorio. È stato un abbraccio collettivo incredibile. Segno che l’università non è un corpo estraneo, ma parte viva del tessuto sociale. La solidarietà ci ha scaldato il cuore. Sì, ci sono state crisi di pianto, è stato emotivamente durissimo. Ma non ci fermiamo. Vogliamo ricominciare. Subito”.
Barbara Bianchi
– Rogo ad Agraria, accertamenti di Asl e ispettorato del lavoro

