Gallese – Rubato nel 1991 da Gallese, l’arazzo del pittore Del Barba era arrivato in eredità al suo ultimo proprietario. È grazie a lui se ora l’opera d’arte è tornata nella basilica di San Famiano.
“L’opera, di eccelsa bellezza, fa parte delle storie di San Famiano del 1754 attribuite all’artista Ginesio Del Barba (1697-1792), pittore originario di Massa Carrara, e fu trafugata dalla Basilica di San Famiano di Gallese tra il 24 ed il 25 luglio 1991 – ricostruiscono con una nota i carabinieri -. L’ultimo detentore, dopo essere venuto in possesso del bene pervenutogli a seguito di eredità, rilevatane la pregevole fattura e la particolarità dei soggetti raffigurati, ha deciso di richiederne il controllo al reparto specializzato”.
Gallese – Arazzo apparizione dei santi Pietro e Paolo
Da qui la scoperta della reale importanza dell’opera. “L’illecita provenienza della preziosa opera e il conseguente sequestro è stato possibile grazie alla comparazione della sua immagine con quella conservata nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, prodotta all’epoca della denuncia del furto e presentata presso la stazione carabinieri di Gallese – proseguono i militari -. La successiva attività investigativa, coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Massa Carrara, ha consentito altresì di accertare l’estraneità ai fatti per la persona a cui è stata sequestrata l’opera, in quanto detentore in buona fede per mortis causa. Per la tela recuperata, data la natura giuridica della stessa quale bene culturale, la competente Autorità Giudiziaria ha disposto la restituzione all’avente diritto”.
Gallese – Arazzo apparizione dei santi Pietro e Paolo
Lo scorso 28 giugno, la cerimonia di riconsegna alla città di Gallese. “Il risultato di oggi, oltre a essere un esempio concreto della sinergia tra la magistratura e i vari reparti dell’arma dei carabinieri, testimonia una sempre maggiore sensibilità da parte di privati a effettuare approfondimenti, in autonomia o attraverso esperti di settore, circa le opere in loro possesso, fornendo la massima collaborazione affinché le stesse possano far rientro nei luoghi ove furono state illecitamente asportate, rendendole nuovamente fruibili alla collettività – concludono i militari -.
Sempre utile e indispensabile la catalogazione e la fotografia dei beni culturali che, se fornite in sede di denuncia, alimentano l’archivio informatizzato in uso ai militari del comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale per recuperare beni anche a distanza di anni”.
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