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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta il simbolo di Bagnaia, la torre cilindrica, è agli onori delle cronache per l’emblema che sventola sul suo pennone: dalla bandiera italiana insieme alla bandiera del fu comune di Bagnaia che per molti anni hanno garrito sul nostro paese, grazie alla costanza della nostra associazione culturale, si è passati dall’inizio del 2025 a due cenci strappati mossi dal vento, sostituiti il 18 aprile dell’anno in corso da ben due bandiere italiane (quella bagnaiola è scomparsa) sin tanto che qualcuno accortosi dell’errore ne ha tolta una.
Ma purtroppo con vita breve infatti, dopo appena un bimestre, il nostro stupendo tricolore è diventato un bicolore: verde e bianco. Si comprende che oggi bisogna risparmiare ma la nostra bandiera nazionale non può essere comprata a risparmio (di pochi euro). Ancora una volta non affidarsi a chi conosce e vive il territorio comporta una declassificazione del paese che Bagnaia non merita, come purtroppo sta avvenendo da quando è in atto uno scollamento con la base.
Un nostro concittadino, garibaldino e poeta in vernacolo a cui è intitolata una strada, già all’inizio del 1900 in un paio di poesie dialettali (Bagnaja nel fango e Povero Bagnaja) lamentava le scarse capacità amministrative del paese e, dopo oltre un secolo, dobbiamo rilevare che le cose non sono cambiate.
Aldo Quadrani
Presidente associazione Amici di Bagnaia
