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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Che l’incendio scoppiato nei giorni scorsi alla facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia fosse un evento grave, nessuno lo mette in dubbio. Era giusto, anzi doveroso, che l’amministrazione intervenisse per tutelare la salute dei cittadini e garantire la sicurezza dell’area.
Per questo, comprendo e condivido la scelta di spostare alcune sezioni elettorali in altre sedi, lontane dalla zona colpita.
Ma, ed è un ma grande quanto una casa, quando si decide di spostare i seggi in luoghi più lontani, bisogna pensare anche a come le persone ci arrivano.
Perché non tutti hanno un’auto a disposizione. Non tutti possono farsi accompagnare da un parente o da un vicino. Non tutti, soprattutto gli anziani o le persone con problemi di salute, riescono a percorrere chilometri a piedi o a organizzarsi all’ultimo momento.
In casi come questi, l’amministrazione avrebbe dovuto prevedere un servizio di navetta gratuita. Non è una questione di cortesia, è una questione di diritti. Perché il diritto di voto è garantito dalla nostra Costituzione, e deve essere messo nelle condizioni di essere esercitato da tutti, non solo da chi ha la fortuna di essere autonomo.
Oggi invece ci troviamo davanti a una situazione paradossale: per tutelare un diritto (la salute pubblica), se ne è sacrificato un altro (il diritto al voto), almeno per una parte della popolazione.
Gli anziani, i fragili, chi non può spostarsi autonomamente rischiano concretamente di rinunciare a votare. Non per scelta, ma per impossibilità pratica.
Non è accettabile. Non è accettabile che un’amministrazione che sa organizzare un cambio di sede in emergenza non pensi contemporaneamente a un servizio di trasporto dedicato. Non è accettabile che, in nome della sicurezza, si chiuda un occhio su un principio basilare della nostra democrazia: tutti devono poter partecipare.
Non serve gridare allo scandalo. Serve però dirlo con chiarezza: qui qualcosa non ha funzionato.
Non basta dire “abbiamo spostato i seggi”. Bisognava anche dire “abbiamo previsto il modo per consentire a tutti di raggiungerli”. E questo non è stato fatto.
Mi auguro che almeno per il futuro l’amministrazione ci pensi. Che non si ripetano più situazioni dove il diritto al voto diventa un percorso a ostacoli. Perché in democrazia, o ci votano tutti, o non è democrazia per davvero.
Massimo Erbetti
Coordinatore provinciale M5S
