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Strangolò compagno di cella, 22enne condannato a 13 anni

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Alessandro Salvaggio

Alessandro Salvaggio

Viterbo – Strangolò il compagno di cella a Mammagialla con un calzino attorno al collo, condannato a 13 anni per omicidio volontario. La procura aveva chiesto 16 anni. A moglie e due figli provvisionale di 50mila euro ciascuno e 20mila euro ciascuno agli altri congiunti, in vista del risarcimento da quantificare in sede civile.

Questa mattina la sentenza del processo col rito abbreviato, celebrato a porte chiuse, davanti al gip Savina Poli dopo la richiesta di giudizio immediato.

Imputato Iliyanov Krasimir Tsvetkov, il 23enne di origini bulgare che la sera del 19 dicembre 2023  ha ucciso il detenuto 49enne Alessandro Salvaggio.

L’omicida, difeso dall’avvocato Giacomo Marganella del foro di Pescara, qualche giorno prima del delitto, avrebbe preso a calci armadietti e porte senza apparente motivo. Ma in seguito alla perizia psichiatrica disposta dal tribunale su cui richiesta della difesa è risultato capace di intendere e di volere. 

Sempre la difesa, ha chiesto l’assoluzione per legittima difesa. I familiari invece hanno chiesto un risarcimento di un milione e 750mila euro. 

Vittima il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione. 

Otto i familiari che si sono costituiti parte civile al processo, assistiti dagli avvocati Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi del foro di Enna. Oltre alla vedova Lucietta Carnazzo e ai due figli di 24 e 25 anni, anche il padre e i quattro fratelli e sorelle di Salvaggio.

Silvana Cortignani 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.




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