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Viterbo – Trafficanti di droga senza scrupoli, record di testimoni per tre dei cinque presunti spacciatori sottoposti a misura cautelare lo scorso 28 gennaio.
Una quarantina i testimoni ammessi lunedì dal giudice Caterina Mastropasqua alla prima udienza del processo lampo scaturito dall’operazione “Athena 2023” che entrerà nel vivo dopo la pausa estiva.
Nel capoluogo sarebbe arrivato ogni mese circa un chilo di cocaina, da cui sarebbe stato possibile ricavare circa 4mila dosi, per un ricavo al dettaglio di 80mila euro. In due anni di indagini e controlli i carabinieri hanno messo le mani su oltre due chili di cocaina, 440 grammi di marijuana, 70 grammi di hashish e diverse dosi di ketamina e anfetamina.
Due dei tre imputati, agli arresti domiciliari, sono una coppia di italiani composta da G.C. e dalla compagna E.E., di 42 e 45 anni, entrambi difesi dall’avvocato Remigio Sicilia.
In occasione di una “trasferta” al settentrione, avrebbero ricevuto 17mila euro in contanti per l’acquisto di stupefacente, una supercar per il viaggio e altri soldi per affrontare senza pensieri le spese vive. Tra Viterbo e Tuscania, avrebbero spacciato cocaina, hashish, eroina, marijuana, medicinali antidepressivi e narcotizzanti.
A processo con la coppia c’è anche un 35enne di nazionalità romena, A.A.K, finito invece in carcere, assistito da Luigi Mancini. È intanto uscita di scena, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, la compagna italiana del romeno, D.P., di 26 anni, sottoposta a obbligo di dimora.
Nel frattempo è passato un anno da quando, l’estate scorsa, la pm Paola Conti ha chiesto le misure cautelari per gli ultimi cinque indagati, scattate il 28 gennaio dopo gli interrogatori preventivi del gip Rita Cialoni. Il quinto e più pericoloso, in carcere a Velletri, è un albanese di 33 anni, le cui iniziali sono R.M…
Al centro della maxi inchiesta una presunta organizzazione criminale facente capo a trafficanti di droga ritenuti molto pericolosi dagli inquirenti. Forse letali perché la sostanza, inizialmente pura anche fino al 78% sarebbe arrivata al consumatore finale appena al 49 per cento. E più la droga è tagliata, più è pericolosa.
Tanto che nell’ambito delle indagini sono emersi possibili collegamenti tra i 22 arresti e le 10 denunce a piede libero in due anni e le due morti per sospetta overdose da eroina per cui il procuratore capo Paolo Auriemma lo scorso 19 novembre, per la prima volta a Viterbo, si è sentito di dare l’allarme, raccomandando massima attenzione agli assuntori.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


