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Tumore al colon retto, su Cancers lo studio coordinato dall’oncologo Carlo Signorelli

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San Francisco - L'oncologo viterbese Carlo Signorelli

San Francisco – L’oncologo viterbese Carlo Signorelli


Viterbo -L’oncologia sta facendo grandi progressi, soprattutto nel trattamento dei tumori metastatizzati. E il 18 giugno la rivista Cancers ha pubblicato un articolo dedicato a un’importante innovazione terapeutica per il carcinoma colonrettale metastatico, firmata dall’oncologo viterbese Carlo Signorelli.


L’articolo completo è stato pubblicato sulla rivista Cancers il 18 giugno 2025, ed è disponibile al link https://www.mdpi.com/2072-6694/17/12/2037


Al centro dello studio, nuove evidenze real-world sul trattamento di pazienti pesantemente pretrattati, grazie allo studio ReTrITA coordinato da Signorelli, dirigente medico dell’unità operativa di Oncologia dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Si tratta di una delle più ampie analisi sull’impiego dei farmaci regorafenib e trifluridina/tipiracile, somministrati sia in monoterapia che in sequenza terapeutica.

Condotto in 17 centri italiani tra il 2012 e il 2023, lo studio ha incluso 1.156 pazienti trattati con regorafenib (R) e trifluridina/tipiracile (T), utilizzati singolarmente o in sequenza (T/R e R/T), senza l’aggiunta di bevacizumab. Gli endpoint primari erano la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS); quelli secondari il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR) e la tossicità dei trattamenti.

L’analisi non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra le due monoterapie (R e T), ma la sequenza R/T ha mostrato una superiorità clinicamente rilevante rispetto a T/R: sopravvivenza globale mediana di 16,6 mesi contro 12,6 (p = 0,0004) e PFS di 11,5 mesi contro 8,5 (p < 0,0001). Risultati confermati anche nei sottogruppi clinicamente rilevanti, come pazienti anziani, con mutazioni RAS o con instabilità dei microsatelliti (MSS).

Quanto alla tollerabilità, la tossicità ematologica era più frequente con T, mentre gli eventi avversi non ematologici erano più comuni con R. La sequenza R/T, pur associata a un numero maggiore di eventi avversi di grado 3/4, ha determinato una minore incidenza di neutropenia rispetto alla sequenza opposta.

Lo studio ReTrITA fornisce quindi solide evidenze real-world a supporto dell’impiego di regorafenib come trattamento iniziale preferenziale nella terapia sequenziale del carcinoma colorettale metastatico refrattario. I risultati sottolineano l’importanza di un approccio terapeutico personalizzato e la necessità di ulteriori studi prospettici su nuovi farmaci e combinazioni.


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