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Uccise compagno di cella, il 23enne condannato a 13 anni sarà espulso dall’Italia

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Viterbo – Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro: Alessandro Salvaggio


Viterbo – Strangolò il compagno di cella con un calzino, oltre alla condanna a 13 anni di reclusione per omicidio volontario è stato condannato anche a ulteriori tre anni di libertà vigilata nonché all’espulsione immediata dal territorio nazionale al termine della pena

La difesa punta il dito contro le difficili condizioni di vita nella carceri. 

Si tratta di Iliyanov Krasimir Tsvetkov, il 23enne bulgaro responsabile dell’omicidio del compagno di cella Alessandro Salvaggio, strangolato la sera del 19 dicembre 2023 nel carcere di Mammagialla. 


– Strangolò compagno di cella, 22enne condannato a 13 anni


A moglie e due figli provvisionale di 50mila euro ciascuno e 20mila euro ciascuno agli altri congiunti, in vista del risarcimento da quantificare in sede civile.

Ieri mattina la sentenza del processo col rito abbreviato, celebrato a porte chiuse, davanti al gip Savina Poli dopo la richiesta di giudizio immediato.

Vittima il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione. 

Otto i familiari che si sono costituiti parte civile al processo, assistiti dagli avvocati Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi del foro di Enna. Oltre alla vedova Lucietta Carnazzo e ai due figli di 24 e 25 anni, anche il padre e i quattro fratelli e sorelle di Salvaggio.


Tribunale - Gli avvocati di parte civile Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi

Tribunale – Gli avvocati di parte civile Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi


L’omicida, difeso dall’avvocato Giacomo Marganella del foro di Pescara, qualche giorno prima del delitto, avrebbe preso a calci armadietti e porte senza apparente motivo. Ma in seguito alla perizia psichiatrica disposta dal tribunale su cui richiesta della difesa è risultato capace di intendere e di volere.

Il legale punta il dito contro le condizioni di vita nelle carceri. “Fin dall’inizio, la strategia difensiva ha inteso porre in evidenza il rilevante impatto che le condizioni detentive hanno avuto sull’equilibrio psichico dell’imputato. Tale incidenza, come ritengo, ha trovato congruo riscontro nel contenuto della decisione”, sottolinea Marganella.

“Questo drammatico episodio deve rappresentare un serio monito per le istituzioni, affinché si rifletta sulle gravi criticità del sistema penitenziario e sulle potenziali conseguenze umane che da esse possono derivare”, dice ancora, in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza per valutare ogni eventuale ulteriore iniziativa da intraprendere.

Tsvetkov avrebbe ucciso Salvaggio al culmine di una lite. “A fronte della grave imputazione per omicidio, esprimo soddisfazione per la dosimetria della pena, determinata in soli anni 13 di reclusione. Il giudice ha saputo apprezzare il lavoro svolto da questa difesa, riconoscendo le attenuanti generiche e applicando la riduzione di pena prevista per la scelta del rito abbreviato”, la conclusione del difensore.

Silvana Cortignani


Giacomo Marganella

Il difensore Giacomo Marganella


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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