Viterbo – “Fondo stradale da terzo mondo. Per verifica basta percorrere in auto, moto o bici viale Fiume da Bagnaia e proseguire su viale Trieste: uno slalom tra buche e avvallamenti, rischio serio!”. Era il 15 aprile scorso, quando un cittadino scriveva così a Tusciaweb. Ma il comune non si mosse.
Viterbo – Buche in viale Fiume rattoppate ieri
Nel tempo le segnalazioni sono state tante. Ma per far sistemare – male e in ritardo – quel tratto di strada che va da Viterbo a Bagnaia, viale Trieste e viale Fiume, è servita una tragedia. È servito che un ragazzo di 15 anni ci rimettesse la vita. Andando a sbattere con la sua amata moto da cross contro un albero.
Leonardo Cristiani non c’è più. Gli interventi sul manto stradale, pochi e parziali, per lui sono arrivati troppo tardi.
Viterbo – Una delle toppe messe dal comune in viale Trieste
Basta guardare il tratto posto sotto sequestro dalla procura, che indaga per omicidio stradale colposo contro ignoti, per capire: asfalto sconnesso, avvallamenti, canaletti, un pozzetto per impianti telefonici. Di tutto e di più.
E ora, sull’altare laico, nato nel punto in cui Leonardo con la sua moto da cross è andato a sbattere contro un albero, c’è uno striscione: “Leonardo vive”. Nei giorni scorsi, gli amici di Leonardo lo avevano scritto sul marciapiede. Certo, Leonardo vive nelle menti dei viterbesi. Ma ora non c’è più. E tutto per lui è troppo tardi.
Viale Trieste – Il manto stradale nel punto dove ha perso la vita Leonardo Cristiani
Solo ieri, dopo giorni di polemiche, si è iniziato a rattoppare qualche buca. Il comune ha messo mano sia a viale Trieste che a viale Fiume. Toppe qua e là, messe in fretta e furia, prive di senso. Ora, per Leonardo. Il solito catrame a freddo che non serve a nulla e dura due giorni. E dire che esistono altri metodi perfino per rattoppare le strade. Rattoppare in modo serio. Basta vedere le ricuciture sulle autostrade. E alcuni comuni si sono attrezzati con i macchinari giusti. Il nostro no, va avanti col catrame buttato giù alla bene e meglio.
Il comune, guidato dalla sindaca Chiara Frontini, in tre anni, non ha trovato il tempo – tra una conferenza stampa inutile e un’altra altrettanto inutile – di mettere mano a una delle strade più disastrate e pericolose della città. Dove erano già morte almeno due persone nei tempi recenti. Ora prova a correre ai ripari. Ma per Leonardo è troppo tardi. Questa volta non vale il detto: meglio tardi che mai. Almeno per Leonardo.
Al di là delle responsabilità penali, di cui si occupa la procura, c’è un problema politico di cattiva amministrazione che va posto. Il tutto in una città dove regna un silenzio assordante sul piano politico su questa vicenda. Sarebbe per esempio interessante capire con quale criterio si è iniziato ad asfaltare le strade. Perché non si è partiti dalle più pericolose? E tra le più pericolose c’è certamente viale Trieste, almeno tre morti lo testimoniano. Come dire: basta propaganda, dopo tre anni servono fatti e buona amministrazione.
Carlo Galeotti
Viale Trieste – Il manto stradale nel punto dove ha perso la vita Leonardo Cristiani
Viale Trieste – Il manto stradale nel punto dove ha perso la vita Leonardo Cristiani
Viale Trieste – Il manto stradale nel punto dove ha perso la vita Leonardo Cristiani






