Viterbo – Pesci morti, alberi secchi, fontane con poca o nulla acqua, transenne ovunque, caditoie interrate, bagni chiusi, giochi con fili elettrici pericolosi, cartelli botanici illeggibili, seccume, verde non curato, staccionate mezze distrutte, pista di pattinaggio piena di buche. Un vero sfacelo. E lo sfacelo, giustamente per chi vuole tenere a tutti i costi il parco in questo stato, lo si vede fin dall’entrata, con le bandiere sbrindellate come da copione, la fontanella inguardabile, le fioriere senza fiori. Tutto in sintonia con la città e con questa sbrindellata maggioranza.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente
Pratogiardino Lucio Battisti, dopo tre anni di segnalazioni, è sempre più un letamaio puzzolente. Melma nel laghetto Acqua azzurra acqua chiara, pesci morti e tartarughe infestanti nel laghetto di Anna. Uno sfascio completo dopo tre anni di cura Frontini.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente
Il parco più grande della città – che poi tanto grande non è – è stato totalmente dimenticato dalla giunta Frontini, e in particolare dall’assessore al Marrone pubblico, e non decoro pubblico, visto lo stato in cui tiene la città, Giancarlo Martinengo. Una gestione del parco che, pur essendo stata carente in passato, non era mai arrivata a questi livelli. La stessa cosa si potrebbe dire per altri parchi cittadini, più piccoli ma non meno dimenticati. A cominciare da quello di San Martino, dove l’incuria si presenta con la stessa puntualità e con gli stessi effetti.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente
E va detto che in molti punti pratogiardino Lucio Battisti è anche pericoloso, basti pensare alle staccionate rotte, agli spuntoni di strutture distrutte, agli alberi pericolanti, ai punti in cui si rischia di cadere di sotto dalle mura di cinta.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente – Nel riquadro l’assessore Giancarlo Martinengo
Alla giunta Frontini e al suo assessore al nulla Martinengo va ricordato che non servono a niente gli interventi spot, se poi non si cura la manutenzione. È un po’ come mettere il catrame a freddo nelle buche delle strade: dura qualche giorno, e dopo le prime piogge tutto torna peggio di prima.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente
Il tutto senza che nessuno dica nulla all’assessore, che non sta facendo assolutamente niente per porre riparo a tre anni di abbandono. L’ultimo episodio dei pesci morti nel laghetto di Anna mette in evidenza l’assoluta trasandatezza della giunta Frontini e del suo assessore ai parchi. Una situazione imbarazzante, senza che nessuno all’interno della maggioranza tiri le orecchie all’assessore.
Pratogiardino Lucio Battisti ridotto a un letamaio puzzolente
In qualsiasi altra maggioranza i consiglieri sarebbero insorti. Ma in questo gruppo di scappati di casa – come li ha definiti magistralmente la sindaca Chiara Frontini durante la famosa cena in casa Bruzziches – tutti tacciono. Tutti sono pronti a portare l’acqua con le orecchie all’assessore e alla sindaca, non consapevoli che per la gran parte di loro questo sarà l’ultimo giro di giostra politico a palazzo dei Priori, e che verranno indicati alla fine come i veri responsabili dello sfascio politico e cittadino in cui Viterbo è stata gettata da Chiara Frontini e dai suoi adepti politici.
Viterbo – Il laghetto di Anna a pratogiardino Lucio Battisti
E dire che questa è la giunta più costosa di sempre, con la sola sindaca che costa ai cittadini quasi 10mila euro al mese. Con tanta e tale remunerazione, sarebbe obbligatorio anche un minimo di efficienza.
Carlo Galeotti
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