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Banda della Ypsilon blu, due condanne per il furto col trucco delle monetine all’autolavaggio

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Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Luigi Mancini

L’avvocato Luigi Mancini

Luca Ragonesi

L’avvocato Luca Ragonesi

Viterbo –  (sil.co.) – Banda della Ypsilon blu, sono stati condannati a sette mesi di reclusione ciascuno per furto con destrezza due dei tre pregiudicati viterbesi accusati di avere scippato la borsa alla cliente di un autolavaggio egiziano di viale Fiume col trucco delle monetine, verso le undici e mezza dell’11 giugno 2021.

Il giudice, riqualificando il reato da furto semplice a furto con destrezza, ha inflitto alla coppia un mese in più rispetto ai sei mesi chiesti dalla pubblica accusa. In compenso ha concordato nella richiesta di assoluzione del presunto terzo complice, che avrebbe fatto da palo, la cui partecipazione al raid ladresco non ha trovato conferma durante il processo. I tre imputati erano difesi dagli avvocati Luigi Mancini, Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi.

Da furto pluriaggravato, il reato era stato derubricato a furto semplice diventando ieri furto con destrezza. La borsa insomma, in base alla ricostruzione, non è stata scippata ma “prelevata “con furbizia e una buon dose di scaltrezza dal sedile della macchina della vittima, una 66enne di Vitorchiano che durante il processo ha spiegato in tribunale la dinamica del furto, sventato dai tre operai dell’autolavaggio.

“Ero appena salita in auto quando un ragazzo mi ha dato un colpetto sulla spalla dal finestrino aperto per dirmi che mi erano caduti i soldi. Sono scesa per raccoglierli e mentre ero china ho sentito urlare sul lato destro della macchina. Mi sono alzata e ho visto uno con la mia borsa in mano, per cui ho gridato al ladro”, ha esordito.

“Invece era uno dei tre ragazzi dell’autolavaggio, che aveva appena strappato la mia borsa dalle mani del vero ladro, un complice di quello delle monetine, che l’aveva rubata dal sedile passeggeri dove l’avevo appoggiata, col finestrino aperto”, ha proseguito, spiegando al giudice che il merito della cattura va alla titolare della vicina lavanderia, testimone oculare dell’accaduto, che ha immediatamente chiamato i carabinieri e fornito loro i dati della vettura con cui si erano dati alla fuga i ladri e il loro identikit.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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