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Viterbo – (b.b.) – Prima verrà disinnescata, poi fatta brillare. Probabilmente nel poligono militare di Monte Romano. La bomba rinvenuta all’aeroporto militare Tommaso Fabbri non è rimovibile: per questo motivo sarà despolettata sul posto, cioè privata dei suoi dispositivi di innesco, e successivamente distrutta in un’area sicura.
È quanto deciso durante il vertice di sicurezza convocato per la giornata di oggi, martedì 23 luglio, dopo il ritrovamento dell’ordigno bellico. Alla riunione operativa, presieduta dal prefetto di Viterbo Gennaro Capo, hanno preso parte rappresentanti del comune, vigili del fuoco, forze dell’ordine, servizi competenti, Asl, Ares, Croce Rossa Italiana e Agenzia regionale di protezione civile.
L’ordigno – una bomba d’aereo americana M31 da 300 libbre, oltre 136 chilogrammi -, è stato scoperto durante alcuni lavori e sopralluogo all’interno dell’area dell’aeroporto militare. Risale alla Seconda guerra mondiale e, secondo le specifiche dell’epoca, conteneva più di 60 chili di esplosivo, a seconda della miscela impiegata.
A intervenire sul posto è stato il 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito, reparto specializzato nella bonifica di ordigni inesplosi nel Lazio e nel Centro Italia. Dopo un primo sopralluogo, i militari hanno avviato le procedure per la messa in sicurezza dell’area, che è stata immediatamente isolata.
Stando a quanto emerso dal tavolo di coordinamento, non sarà necessaria l’evacuazione della città. Il raggio di sicurezza inizialmente ipotizzato in 1,3 chilometri – come avvenne nel 2018 per la bomba da 100 libbre rinvenuta sempre nella zona dell’aeroporto a Viterbo – è stato sensibilmente ridotto a 350 metri. Questo consentirà lo svolgimento delle operazioni interamente all’interno del perimetro militare, con l’unica eccezione di una piccola porzione di terreno privato, che sarà comunque messa in sicurezza dai militari.
– Bomba della Seconda guerra mondiale trovata nell’aeroporto militare
