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“Bottiglie, lattine, cartoni a santa Barbara”

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Viterbo - Degrado a Santa Barbara

Viterbo – Degrado a Santa Barbara

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non si può che essere amareggiati da ciò che, ormai con regolarità, si ripete soprattutto nel fine settimana, nello spazio verde di via Lega dei XXII Popoli nel quartiere di santa Barbara.

Le panchine presenti in questa area pubblica sono un punto di ritrovo per le persone che cercano refrigerio e un po’ di compagnia, come le persone anziane che, nel tardo pomeriggio delle serate estive amano trascorrere qualche ora parlando del più e del meno.

Purtroppo, non la pensano così tanti giovani che sono soliti fermarsi proprio su quelle panchine nella tarda serata e trasformano questo spazio in un vergognoso bivacco d’inciviltà, dove consumano le loro aperi-cene lasciando dietro di sé rifiuti di ogni genere: bottiglie, lattine, cartoni e avanzi alimentari.

Non stiamo parlando di qualche cartaccia dimenticata, ma di una scena desolante che si presenta puntuale ogni domenica mattina.

Questo accade nonostante la presenza di cestini per la raccolta dei rifiuti a pochi metri di distanza, segno che non è la mancanza di mezzi il problema, ma quella del rispetto.

Questo comportamento non è un episodio isolato, ma fa parte di una più ampia e inquietante tendenza alla disattenzione civica.

È la stessa negligenza che vediamo quando i proprietari di cani ignorano l’obbligo di raccogliere gli escrementi dei propri animali, lasciando che i marciapiedi diventino trappole fetide per i passanti, inclusi i bambini, che portano queste “tracce” a casa sotto le scarpe.

È una vera vergogna, non possiamo permettere che il disinteresse, la maleducazione e la mancanza di senso civico diventino la norma e sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale provveda ad intensificare i controlli e valuti la possibilità di sanzionare chi sporca deliberatamente gli spazi pubblici.

Ma questa nota vuole essere anche un appello ai genitori: l’educazione al rispetto non nasce nelle ordinanze municipali, ma nelle case. Serve più dialogo, più esempio, più responsabilità.

Non possiamo accettare che i nostri giovani crescano ignorando il concetto di bene comune e che il decoro della nostra città dipende da ciascuno di noi.

Roberto Talotta
Un cittadino che non vuole rassegnarsi all’inciviltà


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