- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Centro di accoglienza, l’integrazione non si può risolvere con un sì o con un no”

Condividi la notizia:


Una veduta di Ronciglione

Una veduta di Ronciglione

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Come successo a molti altri comuni italiani, anche a Ronciglione si sta per aprire un centro di accoglienza straordinario.

La notizia trasforma l’evento in una bagarre politica dove il partito del Sì e quello del No diventano strumenti ‘elettorali’ che poco hanno a che fare con la migliore comprensione di problemi tanto complessi.

Per questo – da cittadino ronciglionese – ho voluto con altri amici procedere ad un piccolo sondaggio diffuso online; non per registrare il totale di sì e di no, ma soprattutto, per rilevare scelte e sensazioni percepite dalla cittadinanza.

Se parliamo di integrazione di popoli, non possiamo dimenticare il passato da cui tutti veniamo: ad esempio, già Carlo Magno, a cui si fa risalire la prima organizzazione di rilievo europeo, dovendo amalgamare Longobardi, Sassoni, Avari, Romani e abitanti dell’Aquitania, prende misure diverse in ragione della prevalenza della popolazione, della sua storia, della sua legislazione, della sua organizzazione, ai fini di portare gradatamente all’uniformità in un unico grande impero.

Con saggezza e lungimiranza, gradatamente introduce conti franchi, guida la coesistenza del conte con il vescovo, armonizzando poteri, modi di vedere e – ove fosse necessario – lasciando in vita l’amministrazione romana, in una graduale costruzione dell’Europa, termine che comincia a comparire con frequenza.

Dunque, immigrazione e integrazione non possono risolversi con un sì o un no; si può essere tendenzialmente favorevoli o contrari, a seconda che si considerino, magari, vantaggi personali o per la nostra cittadina, ma ogni soluzione andrebbe valutata insieme, amministrazione e cittadini in maniera chiara e propositiva.

Se da una parte si può essere spaventati per eventuali problemi di sicurezza e di ordine pubblico o per un sovraccarico dei servizi pubblici (sanità, scuole, trasporti), perché non considerare anche un probabile arricchimento culturale e umano nell’accoglienza? E’ la consapevolezza, la conoscenza dei problemi da risolvere insieme che può aiutarci a superare diffidenze e pregiudizi.

Sarebbe, ad esempio, utile e importante conoscere il nostro mercato del lavoro, l’età media di chi arriva, gli spazi scelti in cui il peso di un’ospitalità/accoglienza possa tradursi in un vantaggio ed un aiuto.

Superata – se possibile – la mera attenzione ad un vantaggio personale, si potrebbe pensare ad un progetto pilota guidato dalla stessa Amministrazione, condiviso dalla cittadinanza e dalla politica, tanto da divenire un modello vantaggioso per tutti e da proporre: studiare le necessità della città, individuare collaborazioni proficue e programmare supporti linguistici, tecnici, lavorativi per chi viene accolto. Perché l’accoglienza non sia un “parcheggio” di esseri umani, ma diventi motivo di qualificazione all’interno di una intera comunità cittadina.

Gianni Ginnasi 


Condividi la notizia: