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“Chiusura del centro, facoltà di medicina, stop al vincolo ambientale tra Riello e Paliano e nuovi impianti termali”

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Il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti

Il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti

Viterbo –  “Bisogna chiudere il centro storico di Viterbo, mettere una facoltà di medicina nell’ex ospedale o nell’edificio della ex Banca d’Italia in via Marconi e rivedere il vincolo ambientale tra Riello e Paliano per sviluppare un termalismo con la costruzione di nuovi impianti. Inoltre, per chi lascia i palazzi del centro in stato di abbandono, incentivi, ma anche sanzioni”. Sono soltanto alcune delle proposte fatte questa mattina dal segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti in conferenza stampa nella sede della confederazione in via Cardarelli, sala Antonio Garau, dove il segretario del sindacato ha presentato un documento programmatico: “La Uil di Viterbo per il rilancio della Tuscia e della città dei Papi”.

“Un documento – spiega Turchetti – che porteremo all’attenzione del presidente della provincia Alessandro Romoli, mercoledì prossimo a palazzo gentili dove è stato convocato un incontro con tutte le parti sociali per rivedere la piattaforma di sviluppo del territorio sottoscritta già 4 anni fa”.

“Spopolamento di borghi, territori e interi quartieri del capoluogo – sottolinea il segretario della Uil –. Invecchiamento e assenza di ricambio generazionale all’interno dei principali settori economici. Assenza di infrastrutture e collegamenti con la capitale e le altre realtà regionali che ruotano attorno alla Tuscia. Fenomeni rilevanti e progressivi di desertificazione bancaria del territorio. Centri storici per lo più abbandonati a sé stessi, a partire da quello della città dei Papi. La situazione complessiva in cui versano la provincia e la città di Viterbo è semplicemente drammatica. Una situazione di isolamento, progressivo impoverimento, assenza di visione e programmazione”.

“Il tutto – prosegue Turchetti – dovuto non a questa o a quella amministrazione, ma a carenze politiche strutturali che affondano le proprie radici nel tempo. Al punto che le amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni hanno potuto soltanto mettere pezze qua e là senza poter implementare programmi di sviluppo coerenti e di medio-lungo periodo”.

“È necessaria quindi una programmazione politica ed economica – dice Turchetti –. Una programmazione in grado di ricucire le varie parti del territorio e proporre una visione d’insieme della Tuscia così come un piano di sviluppo complessivo del suo territorio e del suo capoluogo. Una programmazione che deve comunque muovere e fondarsi su scelte immediate”.

Ecco allora le proposte della Uil.

“Va completata rapidamente e senza più ritardi la Trasversale – fa notare Turchetti – e vanno ripensati i collegamenti con Roma che devono essere più rapidi. Da Viterbo, Roma deve poter essere raggiunta in un’ora al massimo. Questo per quanto riguarda sia le ferrovie che il trasporto su gomma. Va poi definitivamente arrestato il consumo di suolo. Basta con i parchi foto o agrivoltaici. Basta con le discariche. No al deposito nazionale di scorie nucleari”.

“A Viterbo – continua Turchetti –, vanno recuperati i palazzi abbandonati del centro storico. Con incentivi o sanzioni ai privati che li hanno lasciati in questo stato. Con gli edifici pubblici che devono invece diventare sedi dell’Università della Tuscia, a partire dall’ex ospedale vecchio o dall’edificio della ex Banca d’Italia in via Marconi, dove si potrebbe sviluppare una facoltà di medicina che manca. Le aule dell’Università devono stare anche e soprattutto all’interno del centro storico. Il discorso della facoltà di medicina a Viterbo si lega inoltre alla più ampia problematica del rilancio della sanità pubblica in generale. Vanno quindi affrontati con provvedimenti rapidi e concreti le questioni stringenti legate alle liste d’attesa, alla mobilità passiva, alla carenza di medici di base, a quella più generale del personale sanitario, così come al nuovo ospedale di Acquapendente e alla ristrutturazione di quello di Civita Castellana Tarquinia”.

“Vanno inoltre potenziati i plessi scolastici sul territorio di Viterbo – evidenzia Turchetti – per affrontare alcune delle sfide educative e sociali più urgenti del nostro tempo”.

Infine, centro storico, vincolo ambientale e termalismo. “Il centro storico di Viterbo va chiuso alle automobili e trasformato in un’area pedonale – rilancia Turchetti –, intervenendo su affitti e trasporti, proponendo un piano per la residenzialità che lo ripopoli, valorizzando la multiculturalità che lo caratterizza.

“Dopodiché – conclude Giancarlo Turchetti – va recuperato e restituito alla città l’edificio delle terme ex Inps e va sviluppato il termalismo con la costruzione di nuovi impianti termali, nel rispetto e in sinergia con il patrimonio storico e archeologico del territorio. Il tutto, per quanto riguarda Viterbo, dalla messa in discussione del vincolo paesaggistico di 1600 ettari tra le zone del Paliano e del Riello che ha di fatto bloccato lo sviluppo della città dei Papi”.


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