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Convocata la seconda conferenza dei servizi per la discarica vicina a Norchia

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Norchia - Tomba a casetta

Norchia – Tomba a casetta

Roma – La regione Lazio fissa al 6 agosto il nuovo passaggio per il progetto DeGaTer Preoccupazione per la vicinanza alla necropoli etrusca.

Si terrà martedì 6 agosto 2025, alle ore 10,30, la seconda seduta della conferenza dei servizi per la valutazione del progetto di discarica per rifiuti inerti proposto dalla societàDeGaTer srl in località Piano del Casalone, nel comune di Viterbo. La convocazione è stata ufficializzata dalla direzione regionale Ambiente, transizione energetica e ciclo dei rifiuti della regione Lazio con nota del 19 luglio.

La conferenza si svolgerà in modalità telematica, con link accessibile dalla piattaforma regionale https://regionelazio.box.com/v/VIA-117-2022, dove sono disponibili anche gli elaborati di progetto, lo studio di impatto ambientale e le comunicazioni già pervenute. L’incontro è finalizzato all’acquisizione dei pareri necessari per l’emissione del provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), che comprende la valutazione di impatto ambientale (Via) e tutti i titoli abilitativi richiesti per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto.

La discarica, da realizzarsi in una ex cava di pozzolana, si troverebbe a circa 1,5 chilometri dalla necropoli rupestre di Norchia, uno dei siti archeologici più importanti della Tuscia. Proprio la vicinanza al patrimonio etrusco e la presenza di sorgenti e corsi d’acqua nella cosiddetta “Valle dei pozzi” hanno alimentato forti perplessità tra enti locali, comitati e studiosi.

A marzo 2024, il comune di Viterbo ha espresso un parere tecnico favorevole al progetto tramite i settori Urbanistica e Ambiente. Successivamente, la sindaca Chiara Frontini ha dichiarato di aver protocollato osservazioni contrarie lo scorso 16 agosto 2024, chiedendo l’intervento della sovrintendenza per tutelare l’area archeologica.

Il progetto prevede un volume complessivo di circa 312 mila metri cubi, suddiviso in due lotti, con un’attività stimata di 260 giorni l’anno e una media di 12 viaggi al giorno di mezzi pesanti. Il sito è lo stesso che, nel 2015, aveva ricevuto parere negativo dalla regione Lazio. Con la nuova proposta, la società ha riattivato l’iter nel 2022.

Alla conferenza del 6 agosto sono stati convocati, tra gli altri, il ministero della Cultura (compresa la soprintendenza di Viterbo e dell’Etruria meridionale), l’Asl di Viterbo, l’Arpa Lazio, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l’autorità di bacino dell’Appennino centrale, la prefettura, i comuni limitrofi di Monte Romano, Vetralla e Tuscania. Come previsto dalla normativa, la mancata partecipazione o l’assenza di una posizione chiara e motivata sarà considerata come assenso senza condizioni.

Il verbale della seduta sarà pubblicato online entro 72 ore, senza ulteriore notifica. La Regione invita la società proponente a verificare costantemente l’aggiornamento della documentazione sul portale e richiede a tutti gli enti la trasmissione anticipata delle deleghe di partecipazione.

Il procedimento resta dunque aperto, con molti nodi ancora da sciogliere. Tra questi, il rischio per il paesaggio archeologico e naturale della zona e la coerenza del progetto con il piano regionale dei rifiuti, che esclude impianti in aree ad alta valenza culturale o ambientale.

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