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Fabrica di Roma – Domani l’addio a Valentin Ionut Crisan.
I funerali del 31enne, morto a seguito di una violenta lite con il cognato, si svolgeranno alle ore 16, al Duomo di Fabrica di Roma. Il paese che da anni, ormai, era diventato casa dell’uomo, originario della Romania.
Per la sua morte, è finito in manette il cognato Dumitriel Daniel Ene, con l’accusa di omicidio. Secondo quanto ricostruito tra i due sabato sera sarebbe nata una violenta lite nel corso di una festicciola in famiglia all’interno dell’appartamento di via San Rocco, nel centro storico del paese.
Prima toni accesi, poi la discussione sarebbe degenerata in una violenta colluttazione: pugni, calci, bottigliate. A terra, nell’appartamento ora sotto sequestro, sono stati trovati dai carabinieri frammenti di vetro e diverse tracce di sangue.
Valentin Ionut Crisan è morto poco dopo, in strada, a un chilometro e mezzo di distanza, mentre la madre e la sorella lo stavano accompagnando in ospedale, da Fabrica di Roma all’Andosilla di Civita Castellana.
I suoi momenti di vita sono stati ricostruiti ieri da madre e sorella in procura, davanti alla pm Paola Conti, assistite come parti offese dall’avvocato Walter Pella. Sempre ieri, Ene è stato sottoposto in carcere all’interrogatorio di garanzia da parte del gip Fiorella Scarpato, che si è riservata sui domiciliari chiesti dal difensore Marco Borrani. “Il mio assistito è molto scosso, ha ammesso la colluttazione col cognato, ma lo ha visto andare via in auto con la madre. Non appena saputo della morte, è stato lui stesso a consegnarsi ai carabinieri”, ricorda il legale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
