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Viterbo – (sil.co.) – Morte di Hassan Sharaf, ieri è stata la volta del professor Stefano Ferracuti, uno dei consulenti di parte che si sono occupati del caso del 21enne egiziano morto nell’estate del 2018 dopo essersi impiccato in una cella d’isolamento del Nicandro Izzo di Viterbo.
Davanti al giudice Daniela Ripsoli, sono imputati di omicidio colposo l’agente responsabile della sezione d’isolamento Massimo Riccio e la dottoressa di medicina protetta Elena Ninashivili, difesi da Giuliano Migliorati e Fausto Barili.
A rappresentare la pubblica accusa, il procuratore generale Tonino Di Bona. Parti civili con gli avvocati Giacomo Barelli e Michele Andreano i familiari di Hassan ovvero la mamma, la sorella e il cugino con cui era giunto in Italia a bordo di un barcone. A loro si aggiunge l’associazione Antigone, assistita dall’avvocato Simona Filippi.
Hassan sarebbe uscito dal carcere per fine pena il successivo 9 settembre. Lunedì 23 luglio di sette anni fa fu condotto nella sezione di isolamento per scontare una sanzione disciplinare per un fatto risalente al marzo precedente. Appena arrivato in sezione, tempo due ore, si è impiccato.
È morto in rianimazione dopo una settimana di agonia, il 30 luglio 2018. Sul corpo del giovane fu disposta l’autopsia, eseguita la mattina del 6 agosto dal medico legale Luigi Cipolloni.
Come è noto, anche in seguito alla condanna dell’allora direttore per omissione di atti d’ufficio, Hassan non avrebbe dovuto essere a Viterbo.
Gli ultimi mesi che gli restavano da scontare erano infatti per una vecchia condanna del tribunale per i minorenni. E quand’è così la legge consente ai giovani adulti, ovvero ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni, di espiare la pena in un istituto minorile.
Il processo riprenderà il 15 ottobre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


