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Roma – Due casi di West Nile nel Lazio. A confermarlo l’istituto di Roma, Spallanzani: “I primi autoctoni”.
Si tratta di una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare, in particolare del genere culex pipiens, che colpisce soprattutto gli uccelli selvatici. “Le zanzare – spiegano dall’istituto romano e dalla regione -, si infettano pungendo gli uccelli e a volte trasmettono il virus anche ad ospiti accidentali come il cavallo e l’uomo. La zanzara che trasmette il virus West Nile non è la zanzara tigre bensì la nostra zanzara comune notturna, che punge dal tramonto all’alba”. Altre possibili vie di trasmissione, proseguono, “comprendono la trasfusione di sangue e il trapianto di organi da donatori infetti e ancor più raramente sono state segnalate infezioni congenite trasmesse dalla madre al feto attraverso il latte umano”.
I due casi di cui dà notizia lo Spallanzani, sono stati registrati nella provincia di Latina, nei comuni di Cisterna e Priverno. A comunicarlo la regione Lazio, che ha intensificato le misure di controllo e sorveglianza sul territorio, previste dal Piano regionale di lotta alla diffusione dei virus trasmessi dalle zanzare. Le condizioni dei due pazienti, riferisce la nota della Regione, attualmente ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti, non desterebbero preoccupazione e sarebbero in via di miglioramento.
“La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo – sottolineano dalla regione -. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta,
arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti”.
Ecco alcune raccomandazioni. “Consulta il tuo medico se presenti febbre superiore 38,5 °C, dolori muscolari e alle articolazioni, cefalea, confusione, eruzione cutanea – concludono -. La misura più efficace per proteggersi dal virus è quella di ridurre al minimo il rischio di essere punti da zanzare attraverso i seguenti comportamenti: usare repellenti cutanei per uso topico e insetticidi per uso domestico ed esterno, esporsi all’aperto solo con abbigliamento adeguato (indumenti di colore chiaro, pantaloni e maniche lunghe) ed evitare l’esposizione non protetta durante le ore a maggiore rischio (alba e tramonto)”.
