Viterbo – (sil.co.) – Intimidazioni e estorsioni, ennesimo rinvio per gli 11 imputati, destinati a restare in sospeso fino a febbraio dell’anno prossimo.
Mafia viterbese – Teste mozzate di animali usate per intimidire le vittime
È stata nuovamente rinviata ieri, stavolta per incompatibilità del giudice che aveva già svolto funzioni di gip nel medesimo procedimento, l’udienza preliminare di Roma a carico degli undici indagati del secondo filone della maxinchiesta dei carabinieri di Viterbo che coi tredici arresti del 25 gennaio 2019 ha sgominato il sodalizio italo-albanese capeggiato dai boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi.
È sempre mafia viterbese, per cui ha già depositato la costituzione di parte civile l’avvocato Marco Russo per il Comune di Viterbo. Le indagini coordinate dal procuratore antimafia Giovanni Musarò, della Dda di Rima, si sono chiuse a fine 2024. Risale invece allo scorso primo aprile la fissazione dell’udienza preliminare, rinviata lo scorso 28 maggio a luglio davanti al gup Claudio Carini del tribunale di Roma,che per l’appunto di è dichiarato incompatibile. Motivo per cui se ne riparla fra sette mesi.
Agli imputati viene contestata l’aggravante del metodo mafioso. Sette le parti offese tra cui un maresciallo dei carabinieri, il politico Claudio Ubertini e i due figli. Ubertini, in particolare, fu tra i primi a ribellarsi, denunciando e collaborando attivamente con gli investigatori, oltre a costituirsi parte civile per l’appunto nel filone principale. sfociato in nove condanne definitive per associazione di stampo mafioso.
Tra gli avvocati pronti a costituirsi parte civile già dalla scorsa udienza, oltre a Russo per la pubblica amministrazione, il legale viterbese Edoardo Maria Manni per il figlio di Ubertini nonché gli avvocati Eleonora Olimpieri e Roberto Alabiso. Tra i legali viterbesi che assistono le varie parti, Marco Valerio Mazzatosta e Luigi Mancini.
Chi sono gli 11 imputati
– Giuseppe Trovato, detto “Peppino” e “zio”, nato a Lamezia Terme il 24 maggio 1975
– Spartak Patozi, detto “Ricmond”, “Ricciolo”, nato in Albania il 3 luglio 1988, residente a Vitorchiano
– Otello Macrì, nato a Viareggio il 16 marzo 1961 residente a Reggio Emilia
– Ergen Petshtanaku, nato in Albania il 7 febbraio 1996, dichiarato irreperibile il 19 settembre .2024
– Christian Lanari, nato a Ronciglione il 17.10.1980, residente a Vetralla
– Daniele Casertano, nato a Napoli il 12 maggio 1987 residente a Vetralla, con dimora a Viterbo
– Sabri Patozi, nato in Albania il 3 giugno 1992 residente a Vitorchiano
– Eduart Voka, nato in Albania il 5 luglio 1979 residente a Viterbo, frazione di Bagnaia
– loana Laura Zaharia, nata a Bucarest il 5 giugno 1987, residente a Viterbo,
– Emanuela Hima, nata in Albania il 29 luglio 1978 residente a Viterbo
– Manuele Russo, nato a Viterbo il 3 ottobre 1985 e ivi residente
Mafia viterbese – I nove condannati in via definitiva dalla cassazione
Le nove condanne definitive
– Giuseppe Trovato: 12 anni e 9 mesi di reclusione
– Ismail Rebeshi: 10 anni e 11 mesi
– Spartak Patozi: 8 anni e 8 mesi
– Gabriele Laezza: 7 anni
– Shkelzen Patozi: 6 anni e 4 mesi
– Fouzia Oufir: 5 anni
– Gazmir Gurguri: 4 anni e 8 mesi
– Sokol Dervishi: 4 anni e 6 mesi
– Luigi Forieri: 3 anni e 6 mesi (caduta l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso)
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

