Bolsena – (sil.co.) – Giovane pesta la coda al cane, il “bossetto” avrebbe usato il guinzaglio come frusta mentre l’amico avrebbe sferrato bottigliate. Ma non a lui, bensì a una terza persona. È ripreso ieri uno dei tanti processi a N.V., il rapper-spacciatore 25enne di Montefiascone che, nonostante la giovane età, ha un curriculum criminale ricco di precedenti ed è nel frattempo detenuto in carcere fino al 2028. per un cumulo di pene di tre anni e otto mesi
Carabinieri
Davanti al giudice Jacopo Rocchi il 25enne è imputato assieme allo storico amico del cuore, un coetaneo di Marta d’origine polacca, per il presunto pestaggio avvenuto la sera del 30 giugno 2018 a Bolsena di un giovane di origine romena, diventato nel frattempo irreperibile. Entrambi sono difesi dall’avvocato Paolo Delle Monache. Hanno indagato i carabinieri della compagnia di Montefiascone.
Ieri è stato sentito il 26enne che verso l’una di notte, nei pressi di un bar affollato, avrebbe pestato la coda al cane mentre era alla guida della sua macchina.
“Quando N.V., che conoscevo solo di vista, è venuto a dirmelo, pensai che fosse fuori di testa e gli risposi che non era vero, ma mi scusai comunque. Lui mi minacciò ‘ti meno, ti faccio del male’, poi sono venuti alcuni amici, tra i quali il polacco, e lo hanno portato via. Dopo ho visto una specie di rissa vicino al bar, dove c’era un gruppo di persone a cerchio che stava aggredendo qualcuno nel mezzo”.
Secondo la ricostruzione fatta in aula da altri testimoni durante il processo, il 26enne, che stava transitando in auto sulla rotatoria in fondo a viale Colesanti avrebbe “acciaccato la coda al cane” del 25enne falisco. Ne sarebbe scaturita una discussione tra il conducente della vettura e il “bossetto”, al culmine della quale un giovane romeno si sarebbe messo in mezzo per dividere i contendenti, beccandosi dal martano una bottigliata alla nuca che avrebbe cominciato a sanguinare copiosamente, mentre il 25enne di Montefiascone avrebbe cercato di usare il guinzaglio del cane come frusta.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato a dicembre. Prenderà invece il via a gennaio un ulteriore processo a carico di N.V., rinviato a giudizio ieri in sede di udienza predibattimentale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
