Viterbo – (b.b.) – A un mese dall’incendio che il 4 giugno scorso ha distrutto all’Unitus anni di ricerca e lavoro, il Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali sta tornando pienamente operativo. Ad annunciarlo è il professor Andrea Vannini, ordinario presso il dipartimento, con un messaggio che sa di riscatto e determinazione.
Unitus – Nuovo laboratorio di protezione delle piante del Dibaf – Nel riquadro: Andrea Vannini
“Stiamo completando il nuovo laboratorio di protezione delle piante del Dibaf – spiega -, siamo già operativi per alcune attività e lo saremo pienamente in 2-3 settimane. Dopo il devastante incendio che ha cancellato quasi 40 anni di storia, abbiamo rialzato la testa”.
Unitus – Nuovo laboratorio di protezione delle piante del Dibaf
Il rogo, secondo le prime ricostruzioni, si è sviluppato intorno alle 10,15 del 4 giugno durante l’applicazione di una guaina isolante. Il materiale plastico e bituminoso, unito al vento, avrebbe alimentato rapidamente le fiamme. Fino a che non hanno raggiunto l’intero, compromettendo seriamente la struttura.
Fiamme ad agraria
Nonostante i danni, il dipartimento non si è arreso. “Abbiamo dato fondo alle risorse economiche accantonate per far fronte agli imprevisti – continua Vannini -, che ci hanno consentito di essere resilienti e performanti, ripristinando gradualmente la strumentazione, i materiali andati persi e accogliendo di nuovo i nostri giovani, a cui va un grazie per aver creduto nella possibilità di rinascere”.
Rogo alla facoltà di agraria – I gravi danni prodotti dall’incendio
Il docente ha ringraziato anche chi ha mostrato solidarietà nei momenti più difficili: amici, aziende, la startup Nature 4.0 che ha ospitato temporaneamente il laboratorio, e tutte le persone che, anche solo con un gesto, hanno sostenuto il Dibaf. “Siamo tornati – conclude – e lo abbiamo fatto con le nostre forze. Di questo siamo orgogliosi e soddisfatti”.



