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Viterbo – “Sono stato colpito dal personale sanitario, sono stato sbattuto contro il muro poi legato a un lettino e sedato”. È il racconto di I. C., 51 anni di Viterbo, che tra il 23 e il 24 luglio avrebbe subito aggressioni da parte di alcuni operatori al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa.
Secondo quanto riportato dall’uomo, che ha formalmente denunciato l’accaduto ai carabinieri, il 23 luglio, mentre si trovava a cena a casa con la moglie, avrebbe avvertito un malore.
Immediata la chiamata ai soccorritori del 118 che hanno trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa.
In un primo momento, la ricostruzione trapelata dei fatti accaduti quella notte, era di una denuncia nei suoi confronti per lesioni a personale sanitario con quattro infermieri picchiati e refertati.
La denuncia c’è stata ma i fatti, secondo quanto riportato dal 51enne nella denuncia, sarebbero ben diversi rispetto al racconto che i quattro infermieri hanno rilasciato alla polizia.
“Un’ambulanza mi ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo dove ero lucido e collaborativo anche se mi sentivo male perché avevo vomitato – ha dichiarato l’uomo ai carabinieri -. Il medico di turno mi ha detto che era sua intenzione ricoverarmi, ma poiché sono in cura al Centro di salute mentale per depressione ed attacchi di panico, l’ho fatto presente alla dottoressa che si è indispettita dicendomi: ‘Prima vi drogate, vi ubriacate, prendete psicofarmaci, vi sfasciate e poi venite a dare problemi a noi”.
Al che I.C. avrebbe chiesto di poter chiamare la moglie in sala d’attesa con l’intenzione di andare a casa per “non dare problemi” ma “lei si è rifiutata di chiamarla”.
Avrebbe quindi chiesto di poter contattare il dottore presso cui è in cura perché, ha raccontato, “percependo un ambiente ostile in quel momento, sentivo che stavo per avere un attacco di panico, ma lei mi ha detto che non lo avrebbe chiamato”.
E proprio nel momento in cui il 51enne si è alzato per andare in bagno sarebbe stato l’inizio della fine.
“In quel momento – viene riportato nella denuncia – mi sono accorto di un uomo che stava delirando e gridava frasi sconnesse, per cui gli ho chiesto di moderare il tono della voce e in quel preciso istante sono stato colpito da una manata al torace da un infermiere che nel colpirmi mi diceva ‘Sto tossico’ e simultaneamente un altra persona, che non ho visto, mi ha cinto il collo con un braccio e insieme mi hanno scaraventato contro il muro facendomi sbattere con la schiena, la testa, il gomito sinistro ed il ginocchio sinistro e sono caduto a terra”.
Altre persone sarebbero poi subentrate per bloccarlo.
“Quattro o cinque uomini mi hanno circondato – ha continuato -, erano tutti sanitari perché indossavano camice e pantaloni verdi che li identificavano come tali, mi hanno sollevato di peso poggiandomi su di un lettino, tenendomi fermo per le braccia e per le gambe.
Uno di loro mi ha premuto con la mano contro il volto girandomi la testa con forza, impedendomi di parlare, per poi mollarmi dicendomi: ‘Quando siete qui siete tutti agnelli’. Un altro di quegli infermieri ha preso delle cinghie di contenimento e per timore che le utilizzassero ho cercato di divincolarmi, ma non ci sono riuscito, così mi hanno legato e mi hanno sedato”.
Il 51enne si è poi svegliato alle dieci del mattino del giorno successivo quando è riuscito a liberarsi ed è stato portato in questura.
“Mi sono liberato da solo e sono stato raggiunto da tre agenti della polizia che mi hanno portato in ufficio redigendo nei miei confronti un verbale di identificazione, elezione di domicilio e nomina del difensore per il reato di lesioni a personale sanitario”.
Oltretutto, da un documento – il risultato di analisi fatte sempre al Santa Rosa – risulta che l’uomo non abbia fatto uso né di droghe né, come da lui spiegato, fosse sotto l’effetto dell’alcol, ma solo in stato confusionale per i problemi che ha. In seguito a una visita all’ospedale di Montefiascone, il giorno dopo i fatti, sono state riscontrate contusioni, ecchimosi ed escoriazioni in varie parti del corpo, come mostrano anche le foto.
– Ubriaco aggredisce quattro infermieri al pronto soccorso
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


