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L’autista dei sicari avrebbe anche procurato l’arma…

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Viterbo – (sil.co.) – Corte d’assise versione solleone per Ismail Memeti, il pregiudicato 56enne d’origine macedone settimo imputato di omicidio pluriaggravato in concorso per la morte di Salvatore Bramucci, l’usuraio 58enne ucciso da un commando armato che ha sparato sei colpi di pistola nell’agguato messo a segno mentre la vittima stava uscendo in auto dalla sua abitazione la mattina del 7 agosto 2022 nelle campagne di Soriano nel Cimino. 


Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio


Gli viene contestato, tra l’altro, anche di avere procurato la mai ritrovata arma del delitto. Ma a tal proposito il difensore Chiara Tiana ha ricordato come nel corso delle indagini sia emerso che il capo killer Bacci abbia parlato con una persona di una misteriosa “borsa” cui avrebbe tenuto in modo particolare che andava “assolutamente spostata”, il cui contenuto non sarebbe però stato mai appurato.

Memeti, che era presente in aula, con la scorta della penitenziaria del carcere romano di Regina Coeli dove è detenuto da Ognissanti, avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco composto da tre sicari venuti con due auto da Roma per togliere di mezzo il marito scomodo di Elisabetta Bacchio, che una volta scontati i domiciliari sarebbe partito, da solo ma con un “bottino” di oltre mezzo milione di euro in contanti e una collezione di Rolex e altri orologi preziosi, per Tenerife.

Il 56enne imputato in solitaria, oltre ad essere accusato di omicidio volontario pluriaggravato in concorso coi sei imputati già condannati alo scorso 20 gennaio in primo grado, deve rispondere anche del furto aggravato dall’esposizione del mezzo alla pubblica fede della vettura Alfa Romeo Giulietta, rubata a Ronciglione tra il 18 e il 19 giugno 2022, circostanza quest’ultima “riveniente” sia dalle dichiarazioni del 48enne che lo ospitava in casa su richiesta del killer Antonio Bacci, sia da alcune intercettazioni nelle quali Memeti confessava il furto.

Ieri, oltre ad essere ascoltata il medico legale Benedetta Baldari sull’autopsia, è stata la volta della deposizione fiume di uno degli investigatori dei carabinieri che si sono occupati delle indagini, il quale ha parlato anche della conversazione intercorsa il 5 agosto 2022 tra Bacci e Sabrina Bacchio (che stavano organizzando l’agguato), in occasione della quale il sicario, dopo aver manifestato irritazione per l’imprevisto dell’assenza di Alessio Pizzuti, che aveva compromesso l’organizzazione prevista per il giorno seguente, affermava che stava cercando di fronteggiare quest’imprevisto reclutando nel gruppo di fuoco un “albanese”, aggiungendo che si trattava di “un albanese di Albano, vicino ad Ariccia”.


Omicidio Bramucci - I killer a bordo di una delle due auto usate per l'agguato

Omicidio Bramucci – I killer a bordo di una delle due auto usate per l’agguato mortale


“Verosimile” per il pubblico ministero Massimiliano Siddi che l’”albanese” menzionato da Bacci fosse proprio Memeti, non deponendo in senso contrario la sua origine macedone, ritenendo che il correo si fosse espresso con una “approssimazione classificatoria, in virtù della quale sono definiti albanesi tutti i cittadini provenienti dalla medesima area balcanica”.

Viene quindi valorizzata una conversazione del 21 settembre 2022, registrata in ambientale tra l’ospite 48enne e Memeti in cui il primo, nello stigmatizzare l’imprudenza di Bacci che era “andato a sparare a quello con tutte le telecamere, con tutti gli smartphone e con i telefonini”, afferma che se, invece, avesse sparato col tuo telefono e nella macchina dove “stavi te” non l’avrebbero preso.

A proposito, invece, dei cinquemila euro, in una conversazione con altri due soggetti, il 48enne che avrebbe ospitato in casa su richiesta di Bacci il macedone – detto Flavio o Tarzan – avrebbe escluso che Memeti abbia percepito da Bacci la somma. Sarebbe stato invece il 48enne a insistere con Bacci, in un’altra conversazione, affinché versasse 5mila euro al macedone in modo che potesse pagargli l’affitto. Memeti, secondo la difesa, non risulterebbe avere mai chiesto in alcuna conversazione con Bacci il saldo di un “debito”, ma solo 100 euro, a mero titolo di cortesia, temendo che il 48enne lo avrebbe fatto “dormire per strada”. 

Ismail Memeti è stato arrestato a Ognissanti, il primo novembre 2025, oltre due anni dopo il delitto, in seguito a un lungo tira e molla sulla richiesta di misura di custodia cautelare della procura, rigettata dal gip, accolta dal riesame, annullata con rinvio dalla cassazione e ribadita in via definitiva dal riesame.


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Settimo imputato in attesa di giudizio:

Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana

 – Parte civile: il fratello della vittima, Isolino Bramucci, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili nel primo processo il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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