Viterbo – “L’obiettivo è trovare sempre il bene comune, non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità”. Così il nuovo prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, in occasione del suo insediamento.
Sergio Pomponio
Nel pomeriggio ha incontrato la stampa nella sala Coronas della prefettura. Sergio Pomponio subentra al prefetto uscente, Gennaro Capo, destinato a svolgere le funzioni di direttore centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo presso il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
“Questa è la sfida più particolare della mia carriera perché è una terra che conosco poco. Questo renderà più interessante la mia professione e il mio periodo qui – ha esordito Pomponio -. Voglio coinvolgere cittadini e istituzioni.
I cittadini, in particolare, perché sono alla base del nostro lavoro, dobbiamo essere attenti a tutte le realtà e a tutte le situazioni di bisogno. Non voglio basare il mio operato solo sull’ordine e la sicurezza pubblica. Dobbiamo cercare di togliere la paura nei nostri interlocutori ma questo si fa in tanti ambiti – ha sottolineato -. Protezione civile, accoglienza e integrazione stranieri, coordinamento delle istituzioni, tutte cose sperimentate in tanti territori. E vorrei attuare questo anche qui, un territorio che ha prodotto grandi risultati, ha problematiche particolari ed è ricco di di tradizione e cultura. È una realtà stimolante”.
Sergio Pomponio
Una delle prime attivitàche il nuovo prefetto si troverà ad affrontare da qui a un mese è il trasporto della macchina di Santa Rosa, tradizione cara ai viterbesi ma su cui va posta un’attenzione particolare.
“Mi hanno già illustrato le criticità ma anche tutti i miglioramenti che sono stati apportati negli anni – ha spiegato Pomponio -. Il piano di sicurezza va tenuto su due livelli: quello dello spettacolo e quello della sicurezza.
L’aspetto dello spettacolo in sé è legato alla presenza di un pubblico molto folto che si assiepa lungo il percorso. Ci dobbiamo concentrare sulle vie di fuga, soprattutto. Bisogna studiare la deroga sulle capienze, la commissione darà un parere quanto più dettagliato possibile ma so già che negli ultimi anni è stato fatto tutto in maniera molto attenta. Le prescrizioni devono essere attuate rigorosamente.
Poi – ha proseguito – c’è la parte della sicurezza. La presenza di tante persone obbliga a mettere in atto tutte quelle iniziative volte a evitare incidenti o reati. Terremo presenti questi due poli di attenzione”.
Santa Rosa rappresenta qualcosa di significativo anche a livello affettivo per il nuovo prefetto: “Mia madre si chiamava Rosa, è un qualcosa a cui mi sento legato e darò il meglio di me”.
Sergio Pomponio
Arrivando sul territorio il nuovo prefetto ha già individuato alcune criticità, tra cui il collegamento ferroviario, un problema annoso per la Tuscia. “È faticoso venire a Viterbo in treno, sarò costretto a prendere la macchina”.
Sotto la lente d’ingrandimento anche il miglioramento delle strade: “Sulla SS 675 ci sono alberi su cui bisogna intervenire, i cartelli non si vedono”.
Un altro punto su cui il prefetto Pomponio ha posto l’accento è la sicurezza e la prevenzione dei reati. “Ho letto di fenomeni di violenza urbana – ha dichiarato -, tutti episodi finiti con l’arresto dei responsabili, ma questo non ci rende tranquilli. Da parte delle forze dell’ordine c’è rapidità di intervento e controllo, ma i fatti ci suggeriscono che queste attività vanno intensificate e bisogna individuare anche perché succedono, bisogna intervenire alle radici.
Le problematiche di integrazione e le occupazioni abusive, qui sono un problema significativo. I numeri non sono elevati ma sono comunque importanti, va fatto un lavoro d’intesa con l’amministrazione comunale e le altre istituzioni.
Poi c’è l’aspetto dell’accoglienza dei migranti – ha ricordato -. Va fatta un’accoglienza diffusa ma dobbiamo consentire ai migranti anche di definire i loro percorsi, come avere un’occupazione stabile e duratura. Il numero dei migranti è significativo, dobbiamo trovare come migliorare l’azione dei centri di accoglienza della città.
Ho già anche incontrato le forze di polizia: sono favorevole ai controlli interforze e voglio coinvolgere anche le polizie locali”.
Sergio Pomponio
Domani per il prefetto Pomponio sarà una giornata importante durante la quale conoscerà i sindaci della Tuscia. “Domani incontrerò i sindaci – ha raccontato – cercherò di girare molto, facendo riunioni ad hoc con alcuni amministratori. Non sono comitati itineranti, non chiamiamoli così. Sono incontri mirati. inizieremo già dopo ferragosto. L’obiettivo è di trovare sempre il bene comune, non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità”.
Elisa Cappelli
Pomponio, nato ad Avellino nel 1963, è laureato in giurisprudenza e vanta una lunga carriera nell’amministrazione. Dopo l’ingresso in servizio nel 1990, ha prestato attività in diverse prefetture, tra cui Bergamo, Lodi, Venezia, Pavia, Parma e infine Lecco, dove dal 2022 ha ricoperto l’incarico di prefetto.
Nel corso degli anni ha svolto funzioni di rilievo, come quella di vicepresidente di commissioni elettorali, presidente di commissioni di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, dirigente di aree strategiche per l’ordine pubblico, la sicurezza e il raccordo con gli enti locali. Ha inoltre ricevuto diversi incarichi come commissario prefettizio in vari comuni italiani e ha coordinato più volte gruppi interforze per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici.
Il passaggio di consegne con Gennaro Capo, destinato a un ruolo di vertice a livello nazionale nell’ambito dell’immigrazione, segna un importante momento di transizione per la prefettura viterbese.



