Viterbo – Loredana Buscemi ha chiuso un’edizione straordinaria del Tuscia Film Fest.
Ieri, nella serata finale, la costumista ha ricevuto il premio Martino Morucci per i mestieri del cinema, poco prima della proiezione del film Fuori diretto da Mario Martone, a cui ha lavorato.
In una piazza San Lorenzo gremita, la proiezione del film è stata accompagnata da un dialogo tra il regista e Enrico Magrelli, a cui ha preso parte Buscemi.
Loredana Buscemi ha chiuso un’edizione straordinaria del Tuscia Film Fest
“Il mio lavoro è quello di chi veste il cinema. È cominciata un po’ per caso la mia esperienza nel cinema. Io volevo fare la stilista da bambina. Ho incontrato un amico di mio padre che gravitava intorno al cinema e ho iniziato collaborando come volontaria a Cinecittà”, ha raccontato la costumista.
È timidissima Loredana, ed è molto emozionata. Fuori è un film ambientato negli anni ’80, con Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie.
Loredana Buscemi ha chiuso un’edizione straordinaria del Tuscia Film Fest – La premiazione
“Martone mi ha chiamato perché la sua costumista era occupata. Mi ha detto ‘ho visto i tuoi film e voglio te. Ho visto il tuo lavoro e voglio te’. Sono stata molto felice della sua stima e del suo apprezzamento”, ha spiegato Buscemi.
Il mondo del cinema è fatto di ciò che si vede e di tutto un mondo che sta dietro: costumisti, falegnami, pittori, arredatori, che lavorano come pezzi di un mosaico intessuto dal regista.
“Il mestiere del cinema è faticoso perché stai mesi fuori casa, ma è bellissimo perché con la troupe si vive insieme, in simbiosi, come una famiglia. Ogni film ha una sua storia. C’è una grande ricerca dietro ai costumi”, ha detto la costumista.
Loredana Buscemi ha chiuso un’edizione straordinaria del Tuscia Film Fest
Buscemi è la costumista di tutti i film di Alice Rohrwacher La Chimera.
“Nel film La chimera il vestito del protagonista invecchiava con lui, e avevamo bisogno di vari step di invecchiature. Mi serviva una stoffa particolare. Ho trovato uno shantung di seta e lino in un negozietto a Napoli, dove la tentazione era proprio di non entrare”, ha ricordato.
Trasmette amore e passione per il proprio lavoro Buscemi: ingredienti fondamentali per un mestiere artigianale che rende le maestranze cinematografiche italiane tra le migliori del mondo.
“È un lavoro complesso e sempre più difficile, soprattutto quando i film sono storici o ambientati – come Fuori – negli anni ’80. È difficile perché noi oggi ci vestiamo con abiti in poliestere, materiale che ti puzza addosso o dopo pochi lavaggi ti fa i pallini. E allora si va a caccia dei vestiti nei mercatini o nei negozietti dei paesi più sperduti d’Italia.
Ci sono due modi di fare questo mestiere: andare in sartoria e prendere vestiti già belli e fatti che sono stati usati per altri film, oppure andare in questi posti. E spesso capita che, cercando tra le balle impolverate, trovi dei capolavori”, ha spiegato Buscemi.
I costumisti hanno un rapporto diretto con il regista.
“Noi dobbiamo mediare tra le esigenze del regista e il nostro credo. E allora un po’ ti adatti e un po’ discuti. Con Alice è diverso. È una persona eccezionale. Lei mi parla del soggetto e parte la ricerca. Si discute anche.
Enrico Magrelli
Alice non sarà mai leccata come gusto e neanche io: le cose leccate mi ricordano la pubblicità. I vestiti si invecchiano per rispecchiare la realtà e per marcare una differenza tra il cinema e la televisione”, ha concluso la costumista.




