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Morto dopo una violenta lite, oggi autopsia e udienza di convalida

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Fabrica di Roma – Sarà una giornata decisiva quella di oggi per fare luce sulla morte di Valentin Ionut Crisan. Questa mattina, all’ospedale Santa Rosa verrà eseguita l’autopsia sul suo corpo, mentre in carcere si terrà l’udienza di convalida per Dumitriel Daniel Ene, il cognato trentenne arrestato in flagranza con l’accusa di omicidio, a seguito di una violenta lite scoppiata in casa e poi proseguita in strada a Fabrica di Roma.

Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan

Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan


Il corpo della vittima sarà esaminato dalla dottoressa Nicoletta Baldari, nominata come consulente dalla procura. L’esame servirà a chiarire le cause del decesso: l’ispezione esterna non avrebbe evidenziato ferite gravi o lesioni compatibili con una morte immediata. Sarà l’autopsia a stabilire se la colluttazione avvenuta sabato sera abbia provocato traumi interni fatali.

Quella sul corpo del 31enne non sarà l’unica perizia medico legale che verrà svolta: gli avvocati di Dumitriel Daniel Ene, i legali Marco Borrani e Andrea Racioppa, infatti sono pronti a chiedere una consulenza sulle lesioni riportate dal loro assistito durante la colluttazione e la lite.

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri

Il luogo dove è stata trovata morta la vittima – L’intervento dei carabinieri


E proprio Ene, anche lui trentenne e di nazionalità rumena, nella mattinata di oggi sarà ascoltato dal giudice Fiorella Scarpato per l’udienza di convalida, che si svolgerà in carcere. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto a braccialetto elettronico per precedenti legati a stalking e atti persecutori nei confronti della compagna, è accusato di aver preso parte alla lite culminata con la morte di Crisan. “Ho partecipato alla lite, ci siamo presi a pugni”, avrebbe ammesso nell’interrogatorio avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Anche lui ha riportato ferite ed è stato medicato.

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri

Il luogo dove è stata trovata morta la vittima – L’intervento dei carabinieri


La rissa è scoppiata all’interno di un’abitazione in via San Rocco, nel centro storico di Fabrica di Roma, dove si trovavano anche altri familiari, tra cui le sorelle e il padre. A far esplodere la tensione sarebbero stati insulti e prese in giro rivolte a Ene per la sua situazione lavorativa. I toni si sono accesi e la discussione è degenerata in una violenta colluttazione: pugni, calci, bottigliate. A terra, nell’appartamento ora sotto sequestro, sono stati trovati frammenti di vetro e diverse tracce di sangue.

Fabrica di Roma - Appartamento sotto sequestro in via San Rocco

Appartamento sotto sequestro in via San Rocco


Dopo il primo sopralluogo compiuto nella notte tra sabato e domenica, gli inquirenti sono tornati nell’abitazione per repertare ogni elemento utile alle indagini. I carabinieri stanno ascoltando tutti i testimoni presenti.

Secondo quanto emerso finora, una delle sorelle avrebbe tentato di accompagnare Crisan in auto all’ospedale di Civita Castellana. Ma durante il tragitto, in via Roma, l’uomo si sarebbe sentito male, sarebbe sceso dalla vettura e si sarebbe accasciato a terra, morendo pochi istanti dopo. Inutili i soccorsi.

Sul caso indaga la procura di Viterbo, con il pubblico ministero Paola Conti.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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