Viterbo – La scena era quella di un delitto, ma tutto era simulato. La sera di venerdì 25 luglio il cortile del palazzo dei Priori si è trasformato in un’aula a cielo aperto grazie all’evento promosso dall’Università della Tuscia: un’esercitazione pubblica sull’esame della scena del crimine e la genetica forense i temi.
Unitus – Scena del crimine e Dna, la scienza in piazza – La simulazione dell’esame della vittima
Platea incuriosita e affollatissima ha seguito con attenzione le fasi di repertazione delle tracce e il primo accesso all’area del crimine, ricostruita con manichini e poster illustrativi.
Unitus – Scena del crimine e Dna, la scienza in piazza – Vincenzo Cianchella
A guidare il pubblico nell’analisi è stato Vincenzo Cianchella, criminologo investigativo e coordinatore tecnico-scientifico del laboratorio di criminologia, criminalistica e scienze delle investigazioni, diretto da Alessandra Stefanoni. “Esame della scena del crimine” è stato il titolo del suo intervento, incentrato sull’importanza della corretta gestione della fase iniziale di un’indagine.
Unitus – Scena del crimine e Dna, la scienza in piazza – Vincenzo Cianchella
La seconda parte della serata è stata dedicata alla genetica forense. A parlarne è stata Marina Baldi, tra le più autorevoli genetiste italiane e spesso ospite nei dibattiti televisivi. Il suo intervento, dal titolo “La genetica forense tra mito e realtà”, ha aiutato il pubblico a distinguere tra verità scientifica e semplificazioni mediatiche.
Unitus – Scena del crimine e Dna, la scienza in piazza
Unitus – Scena del crimine e Dna, la scienza in piazza




