Ronciglione – Un’apericena di beneficenza, il concerto travolgente della Left Bank Big Band e il messaggio vibrante di Italo Leali affidato al suo comunicatore. “Non sono qui per fare cassetta. Sono qui per testimoniare”.
Ronciglione non è soltanto la località del Carnevale e delle Corse a Vuoto. È anche, tragicamente, uno dei comuni più colpiti dalla Sla in Italia, con sette casi registrati negli ultimi dieci anni. E proprio da qui, dove vive da sempre e ha lanciato i suoi primi progetti musicali, Italo Leali continua a lottare, con forza e visione, contro la malattia che lo ha colpito.
Tuscia in Jazz for Sla – Il concerto di Ronciglione della Left Bank Big Band
In occasione del concerto della Left Bank Big Band from University of South Carolina, il Tuscia in Jazz for Sla ha promosso un’apericena di beneficenza in collaborazione con l’associazione Amici della Montagna Marco Bigi e l’associazione Città di Ronciglione, destinando l’intero ricavato alla ricerca sui biomarcatori per la Sla, portata avanti dal centro clinico Nemo di Roma.
Più di 250 persone hanno preso parte alla serata martedì, di cui circa 150 hanno partecipato all’apericena solidale. Sono state vendute numerose magliette del progetto, indossate con orgoglio anche dai giovani musicisti della band americana, che oggi in viaggio portano con sé – letteralmente e simbolicamente – il messaggio di Ronciglione.
Tuscia in Jazz for Sla – Il concerto di Ronciglione della Left Bank Big Band – Italo Leali
Il menù ha fatto da cornice a un evento denso di emozioni. Ronciglione ha risposto con calore, generosità e affetto. Tantissime le persone presenti, in un abbraccio collettivo che ha trasformato la piazza in un luogo di condivisione vera.
A rendere ancor più speciale l’evento è stato il concerto della Left Bank Big Band, che ha letteralmente conquistato il pubblico con un’energia contagiosa. Fiati, batteria, chitarra, basso, voce: un’esplosione di talento e coinvolgimento che ha fatto vibrare l’anima del borgo della Tuscia.
Italo Leali, impossibilitato a parlare, ha affidato il suo messaggio a un comunicatore vocale. Un discorso lucido, potente, carico di una determinazione che va oltre ogni limite fisico.
Tuscia in Jazz for Sla – Il concerto di Ronciglione della Left Bank Big Band
“Non sono qui per compassione, né per raccogliere soldi per me – ha detto – ma per testimoniare con il mio corpo cosa significa questa malattia. La Sla ti toglie tutto, ma lascia intatta la mente. Io sono vivo solo grazie all’amore di mia sorella Alessia, di mia figlia Ludovica, e all’esempio di Luca Pulino”.
Dopo le sue parole, un attimo di silenzio. Poi, dal pubblico, una voce si alza decisa e commossa: “Sei un grande, Italo”. Un’ovazione spontanea che ha reso visibile il legame profondo tra Leali e la sua comunità.
Tuscia in Jazz for Sla – Il concerto di Ronciglione della Left Bank Big Band
Accanto a lui, anche la madre di Luca Pulino, il giovane di Capranica che tanto ha lottato contro la Sla, e le famiglie di Massimiliano Cesaretti e Sandro Ciabbocco, unite da una ferita comune e dalla volontà condivisa di trasformare il dolore in impegno.
A prendere la parola anche il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni: “Tutte le persone e gli enti che fanno ricerca devono aiutarci a capire perché Ronciglione ha dati così anomali. Dobbiamo fare tutti uno sforzo collettivo per sostenere questa campagna”.
Tuscia in Jazz for Sla – Il concerto di Ronciglione della Left Bank Big Band – Italo Leali
Il sindaco ha poi ringraziato i 29 comuni della Tuscia già aderenti al progetto, invitando anche gli altri a fare la loro parte: “È una giusta causa. Siamo chiamati tutti, nessuno escluso”.
Leali ha ringraziato il comune, la banda cittadina, le associazioni e i volontari che hanno aderito alla campagna. Ma ha anche lanciato un monito: “Non è più tempo di ignavi che non rispondono ai messaggi. È tempo di fare qualcosa, è tempo di coraggio, di esempi positivi”.
Oggi sono 30 i comuni che hanno aderito al progetto lanciato da Leali. Un’intera comunità che si solleva contro il silenzio, e Ronciglione è chiamata a essere in prima fila.
Il messaggio finale è rivolto ai giovani, a chi resta, a chi verrà: “Qualunque cosa succeda, la vita è e resta meravigliosa. Il meglio deve ancora venire”.
Patrizia Prosperi




