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Orte – (sil.co.) – È stato assolto ieri dal collegio “per non avere commesso il fatto” e rimesso subito in libertà il 23enne tunisino arrestato lo scorso 20 agosto dai carabinieri con l’accusa di avere accoltellato, nel tardo pomeriggio di domenica 28 luglio 2024, un 45enne sul ponte di Orte.
L’imputato, che era detenuto da quasi un anno, era accusato della rapina pluriaggravata di 90 euro in contanti, porto d’armi improprie e lesioni aggravate in concorso con altri due stranieri rimasti ignoti ai danni di un connazionale di 45 anni del centro d’accoglienza, medicato all’ospedale Santa Rosa per un solo fendente, con una prognosi su 15 giorni.
La stessa pm Aurora Mariotti ha chiesto l’assoluzione del giovane, difeso dall’avvocato Paola Grassi, che cinque mesi fa, quando fu disposto il giudizio immediato, ha rifiutato il patteggiamento a 2 anni e 7 mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito, proclamandosi innocente.
In base a quanto emerso dalle testimonianze, il 23enne ha trascorso quella domenica con altri stranieri, dalla mattina a sera, nel giardino del bar dei cinesi.
Ma soprattutto, all’udienza dello scorso 16 giugno, sono emerse una serie di incongruenze nel racconto della presunta vittima, a partire dell’aggressione con 7-8 coltellate, tre delle quali lo avrebbero raggiunto, mentre solo una è stata refertata al pronto soccorso.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
