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Omicidio di Fabrica di Roma, l’indagato ammette: “Ho partecipato alla lite, ci siamo presi a pugni”

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Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan

Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan


Fabrica di Roma – Omicidio di Fabrica di Roma, l’indagato, interrogato dopo la morte del cognato, ammette: “Ho partecipato alla lite, ci siamo presi a pugni”.

Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri

Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima – L’intervento dei carabinieri


Ha ammesso la lite, confermando di aver colpito e di essere stato colpito. Dumitriel Daniel Ene, cittadino rumeno, è stato interrogato nella notte tra sabato e domenica dopo l’arresto in flagranza per la morte del cognato Crisan Valentin Ionut, deceduto in seguito a una violenta colluttazione.

Ene era già noto alle forze dell’ordine: al momento dei fatti indossava un braccialetto elettronico, misura disposta per precedenti legati a stalking e atti persecutori nei confronti della compagna. Nonostante ciò, i due avevano ripreso a frequentarsi e lei lo avrebbe riaccolto in casa. La coppia ha un figlio di nove mesi.

Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri


La lite è scoppiata sabato sera all’interno di un’abitazione nel centro storico, a circa un chilometro da via Roma. In casa c’erano anche altri familiari, tra cui le sorelle e il padre. A scatenare lo scontro sarebbero stati insulti, accuse e prese in giro rivolti a Ene per la sua condizione personale e lavorativa. Il dileggio si sarebbe basato sul fatto che non lavorava o lavorava poco.

La tensione è presto degenerata con pugni, calci, bottigliate. A terra nella casa di via San Rocco, attualmente posta sotto sequestro, sono stati trovati numerosi frammenti di vetro. Anche Ene ha riportato ferite ed è stato medicato in pronto soccorso e ha ricevuto alcuni punti.

Fabrica di Roma - Appartamento sotto sequestro in via San Rocco

Omicidio di Fabrica di Roma – Appartamento sotto sequestro in via San Rocco


Durante l’interrogatorio ha ricostruito i fatti, ammettendo di aver partecipato alla colluttazione e riferendo di essere stato colpito a sua volta.

Dopo la lite, una delle donne presenti ha cercato di accompagnare Crisan in auto verso l’ospedale di Civita Castellana. Ma durante il tragitto, in via Roma, l’uomo ha accusato un malore, è sceso dalla vettura ed è morto. Inutili i soccorsi.

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima


L’autopsia sarà disposta domani dal pubblico ministero Paola Conti per chiarire le cause esatte della morte. L’esame esterno non ha evidenziato lesioni gravi o compatibili con un decesso immediato.

Le indagini dei carabinieri sono in corso: si stanno ascoltando tutti i testimoni presenti, e saranno analizzate le tracce di sangue, gli oggetti e i mezzi sequestrati.

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri


L’udienza di convalida dell’arresto è prevista tra martedì e mercoledì. La procura di Viterbo chiederà la misura cautelare in carcere.

In paese si respira un clima di sgomento. “Conoscevo bene entrambi – racconta un residente – ma per motivi opposti. La vittima era una persona solare, benvoluta da tutti, che non ha mai fatto nulla di male. L’altro invece era visto come un soggetto instabile, da evitare. In tanti li sentivano spesso urlare e litigare. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato una fine del genere”.

Fabrica di Roma - Appartamento sotto sequestro in via San Rocco

Fabrica di Roma – Appartamento sotto sequestro in via San Rocco


Articoli: Omicidio di Fabrica di Roma, l’aggressore aveva il braccialetto elettronico… – Muore dopo una lite violenta a Fabrica di Roma


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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