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Rapina da 11mila euro al money transfer, una condanna a sei anni e un’assoluzione

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Carabinieri - Il tribunale dall'alto

Carabinieri – Il tribunale dall’alto

Canino – Rapina al money transfer, una condanna a sei anni di reclusione e una assoluzione per non avere commesso il fatto.

Vittima, un imprenditore di 37 anni originario del Marocco cui, oltre a 11mila euro in contanti, sono stati sottratti dagli spietati banditi anche una catenina e un orecchino d’oro appartenuti alla madre morta. Tra i criminali suo cugino, la talpa, già condannato col rito abbreviato: “Era stato tutto il giorno in negozio, sapeva quanto avevamo incassato”.

Si è chiuso così, ieri davanti al collegio, il processo altri due dei tre presunti complici, un 20enne e un 31enne, accusati in concorso della rapina da oltre 11mila euro del 6 maggio 2024 al titolare di un money transfer e mini market  di Canino, per la quale il 10, 21 e 29 ottobre dell’anno scorso sono stati arrestati dai carabinieri tre nordafricani tra cui il cugino, che era anche un dipendente della parte offesa.

Il commerciante, picchiato duramente dai banditi, è finito in ospedale con una prognosi di 15 giorni a causa delle lesioni riportate. “Non scorderò mai la faccia del rapinatore che mi stava davanti col coltello”, ha detto quando è stato sentito in tribunale. Sul riconoscimento dell’altro invece la difesa ha sollevato mille dubbi, relativamente all’assenza della prova certa che ne ha impedito la condanna, con l’immediata liberazione dal carcere di Terni dove entrambi erano tuttora detenuti.

Gli imputati sono stati catturati dai carabinieri a distanza di cinque mesi dal feroce agguato messo a segno attorno alle 23,30 sotto casa della vittima, che quel giorno era andato a Roma a fare rifornimento di merce, lasciando al negozio la commessa col cugino che ha tradito la sua fiducia. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Paolo Delle Monache e Gabriele Dell’Unto. 

Dopo avere sporto denuncia e a distanza di 4-5 giorni dal colpo, è stata la stessa vittima a mettersi sulle tracce dei rapinatori, trovati nel palazzo abbandonato in cui alloggiavano a Grosseto, anche se per stringere il cerchio è stato necessario arrivare a ottobre.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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