Roma – Separazione delle carriere in Senato: via libera al ddl, ora tocca alla Camera.
Camera dei deputati
Martedì 22 luglio 2025 il Senato ha dato il suo secondo via libera al disegno di legge di revisione costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura con 106 voti favorevoli, 61 contrari e 11 astensioni. Il testo torna ora alla Camera, dove era già passato il 16 gennaio scorso, per il terzo e ultimo passaggio prima dell’eventuale referendum.
La riforma, sostenuta dal governo Meloni, prevede la separazione tra magistrati requirenti (pm) e giudicanti (giudici). Introduce due distinti Consigli superiori della magistratura – uno per ciascuna carriera – e istituisce un’Alta Corte disciplinare composta da 15 membri, sorteggiati o nominati secondo criteri dettagliati.
Per la maggioranza, un “giorno storico”: il ministro degli Esteri Tajani ha parlato di realizzazione del “sogno di Berlusconi”, definendo la riforma non contro la magistratura ma a favore di “libertà, sicurezza e garanzie per i cittadini”. Il ministro Nordio la ha definita “epocale”, auspicando un rapido iter e un referendum nel 2026.
Dal centrodestra Luca Ciriani ha annunciato un’accelerata verso il referendum del 2026. Le opposizioni hanno risposto con fischi e cartelli in aula, lanciando slogan contro la riforma. Pd, M5S e Sinistra temono che possa ridurre i poteri di controllo della magistratura, definendola “un attacco all’autonomia”.
L’associazione nazionale magistrati ha espresso forti perplessità, sostenendo che “toglierebbe garanzie ai cittadini” e rischierebbe di rendere la magistratura “addomesticata e subalterna”.
