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Viterbo -Riceviamo e pubblichiamo – Dalle condizioni delle carceri si misura il grado di civiltà della nostra Repubblica ma non occorre dimenticare che chi opera nei penitenziari deve poter lavorare in serenità. Per risollevare il comparto c’è veramente tanto da fare: mettere mano alla carenza degli organici – solo nel Lazio mancano 920 unità di polizia penitenziaria -, vi è necessità di rinnovare ed ammodernare molte carceri assai vecchie, del tutto inadeguate, creare spazi per il personale ed ausili tecnologici per migliorare il servizio.
Per la Fns Cisl Lazio occorrono urgenti e radicali interventi perché il personale è stremato e così non si può continuare. Occorre, pertanto, migliorare la condizione di lavoro del personale che opera per l’amministrazione penitenziaria, per la giustizia minorile e di comunità, servono investimenti sulle strutture in cui insistono gli ambienti di lavoro spesso vetusti e privi di tutte le necessarie previsioni utili a garantire salubrità, sicurezza e igiene per chi ci lavora e per chi è costretto a viverci per effetto delle sentenze penali che li riguardano.
Per la Fns Cisl Lazio il sovraffollamento rende inaccettabili le condizioni di lavoro del personale penitenziario: vi è la necessità e la priorità di una risposta concreta da parte di tutte le autorità competenti per quanto riguarda la carenza degli organici in essere e l’esigenza di rivedere la dotazione organica in ambito regionale di questi istituti interessati ad ampliamenti. Come NC CC Civitavecchia, CC Frosinone, CC Viterbo, perché solo superando il sovraffollamento si potrà tornare a controllare in maniera adeguata chi realmente deve stare in carcere ma vi è necessità di assicurare standard dignitosi per i detenuti, in linea con gli obiettivi costituzionali e con il rispetto dei diritti umani.
Con il sovraffollamento non c’è rieducazione. Deve essere chiaro a tutti che il sovraffollamento comprime sia la sicurezza che il trattamento.
Massimo Costantino
Segretario generale Fns Cisl Lazio
