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Roma – Sono stati assolti dal giudice per le indagini preliminari Pietro Merli e Rita Maria Pinto, i due medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù che effettuarono il trapianto di midollo su Lisa Federico, la ragazza di 17 anni morta il 3 novembre 2020. Ma la vicenda giudiziaria non si ferma qui: i genitori della giovane, Margherita Eichberg – soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale – e Maurizio Federico, hanno presentato un esposto contro i periti del gup, accusandoli di falso.
Secondo la famiglia, la consulenza tecnica d’ufficio – su cui si è basata l’assoluzione – conterrebbe “numerose condotte oggettivamente discutibili, contrarie alle corrette regole cliniche e prive della minima cautela verso una paziente che non necessitava affatto di un intervento urgente come quello eseguito”.
Lisa, nata in Ucraina e adottata nel 2009, era stata sottoposta al trapianto due mesi prima della morte. Il calvario, raccontano i genitori, iniziò subito dopo l’infusione di 350 millilitri di globuli rossi incompatibili: “Già dal giorno dopo – ha detto più volte la madre – gli organi hanno iniziato a cedere, dopo ore di urla e svenimenti. I medici sono sempre stati ambigui e sfuggenti, non hanno mai proposto terapie alternative meno invasive”.
L’accusa nei confronti dei periti è ora formalmente al vaglio della magistratura: il pm Pietro Pollidori ha aperto un’inchiesta per chiarire eventuali responsabilità. “Per noi giustizia non è stata fatta”, commentano i genitori, assistiti dagli avvocati Andrea Aiello e Federico Bianchi.
