Viterbo – “A Viterbo ormai siamo di casa”, ha detto con calore Valentino Picone ieri sera durante l’incontro con il pubblico del Tuscia Film Fest, dopo la proiezione del film L’abbaglio in piazza San Lorenzo. Con lui sul palco il regista Roberto Andò, intervistati da Enrico Magrelli.
Valentino Picone
La pellicola – che vede protagonisti Toni Servillo, Salvo Ficarra e lo stesso Picone – racconta in modo originale lo sbarco dei Mille in Sicilia, un episodio storico interpretato con ironia e amarezza.
“È un film su un passato che ci riguarda ancora – ha spiegato Andò –. In nome di quella rivoluzione si fecero cose che oggi continuiamo a pagare. Il sud è rimasto bloccato, la Sicilia aspettava un cambiamento e invece ricevette l’ennesima fregatura. Il conto lo pagò, come sempre, il popolo”.
Tuscia Film Fest – Roberto Andò e Valentino Picone
Picone ha parlato dello scambio di ruoli con Ficarra: “Ci siamo divertiti, ma è un tema serio. L’unità d’Italia nel sud fu vissuta con profonda contraddizione. Io continuo a dare ragione ai nostri personaggi: ci fu un inganno. I film storici si fanno per scuotere il presente, e io spero ancora che le cose possano cambiare”.
Molto apprezzato anche il racconto del lavoro sul set: “Lavorare con Toni Servillo è come giocare a calcio con Maradona – ha detto Picone –. Ti trascina letteralmente nelle scene. Se vi capita, provate anche voi!”.
Roberto Andò
Andò ha ricordato le difficoltà di girare un film storico: “È stato un lavoro complesso e costoso, con scene a cavallo, stuntman, freddo. Ma la bellezza di un film così ripaga tutto”. Picone, invece, ha raccontato il suo studio del dialetto veneto e l’allenamento per imparare a mescolare le carte: “Ogni gesto ti portava dentro il personaggio”.
Il regista ha poi sottolineato le qualità degli attori: “Valentino ha un approccio alla Stanislavski, Salvo ha la leggerezza di Mastroianni, Toni entra nel personaggio con profondità. Vederli insieme è stato un privilegio”.
Gran finale con l’abbraccio del pubblico e la promessa di Picone: “Noi ci vediamo alla prossima, tanto a Viterbo ormai siamo di casa”.
Irene Temperini



