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Vola l’export, fermo il turismo…

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Viterbo – Va bene e cresce l’export, fermo il turismo. Un territorio che resiste alle difficoltà ma fatica a decollare: il 2024 per l’economia della Tuscia si chiude tra timidi segnali di crescita e criticità strutturali. A trainare è l’export, con un +10,8% che segna un risultato sopra la media nazionale e regionale, mentre restano deboli turismo, agricoltura, commercio e costruzioni.

Camera di Commercio - Francesco Monzillo, Paola Cuzzocrea e Domenico Merlani

Camera di Commercio – Francesco Monzillo, Paola Cuzzocrea e Domenico Merlani


Come emerge dalla presentazione del rapporto annuale della Camera di commercio, il 2024 è stato un anno a due facce per l’economia dell’Alto Lazio. Tra le incertezze economiche nazionali e globali, la Tuscia cerca di muoversi in un ambiente ostile, migliorando leggermente i dati anno per anno e cercando di capitalizzare le proprie forze per risolvere le tante criticità.

“Con l’aiuto della giunta stiamo cercando di far crescere il territorio, come ente camerale stiamo spingendo affinché ciò accada il più velocemente possibile. Il 2024 è stato un anno, l’ennesimo, tra luci e ombre, influenzato da un contesto nazionale e internazionale gravato da guerre e problemi economici, che generano incertezza nello sviluppo delle aziende. Tuttavia, è necessario sfruttare al massimo i fondi UE post-Covid per permettere alle imprese locali, molto dinamiche e produttive, di poter far crescere la loro attività con serenità”, dice il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani, che prosegue fornendo alcuni dati: “Il Pil locale è cresciuto dello 0,7%, in linea con quello regionale, a testimonianza di una resilienza del sistema produttivo viterbese. Le imprese iscritte sono 36.000, con una crescita dello 0,4%, di cui il 60% sono individuali. Un dato significativo riguarda la vocazione agricola: il 30,3% delle aziende opera in questo settore, che si conferma sempre più trasversale. Importante la crescita dell’export nel territorio, un segnale positivo in un panorama nazionale più statico. L’occupazione ha visto un aumento del 10%, grazie alla spinta delle imprese. Tuttavia, permane un ‘deficit di specifici’ in quasi tutti i settori, con un tasso di disoccupazione femminile dell’8% contro il 4% maschile. Il turismo, pur essendo un pilastro dell’economia locale, registra una crescita più contenuta, appena lo 0,2% a livello provinciale”.

Spazio poi all’analisi tecnica del segretario generale Francesco Monzillo: “A fronte di una crescita mondiale del 3,3% e italiana dello 0,7%, spicca il valore aggiunto pro capite di Viterbo (20.870 euro), inferiore a quello nazionale (29.305 euro) e laziale (33.893 euro).

Tra i settori, si registra un calo per agricoltura (-0,3%), manifattura (-2,9%), commercio (-1,9%), alloggio e ristorazione (-1,7%) e costruzioni (-0,6%). Segnali positivi arrivano invece dai servizi di supporto per le imprese (+1,1%), attività professionali e tecniche (+1,7%) e dalle ‘imprese non classificate’ (+20,9%).

L’export nel 2024 è un vero e proprio fiore all’occhiello per la Tuscia: mentre l’Italia segna un -0,4% e il Lazio un +8,5%, la provincia Viterbo spicca con un notevole +10,8%. Tuttavia, il 2025 non si apre con le stesse prospettive, con una propensione all’export per la Tuscia (8,3%) nettamente inferiore a quella italiana (36,1%).

Sul fronte del lavoro, la provincia di Viterbo vanta un tasso di occupazione del 63,9%, in linea con il Lazio (64%) e superiore alla media italiana (62,2%). Il tasso di disoccupazione è del 5,8%, migliore rispetto al Lazio (6,3%) e all’Italia (6,5%).

Un capitolo a parte merita l’imprenditoria straniera, in costante crescita e che rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio. Nella provincia di Viterbo, le imprese straniere costituiscono l’8,9% del totale, con 3.286 aziende e 5.090 addetti. Negli ultimi dieci anni, l’aumento ha superato il 30%. I settori più interessati sono commercio e costruzioni (60%) e agricoltura (8%). I comuni con la più alta incidenza di imprese straniere sono Orte (26%), Villa San Giovanni in Tuscia (23%) e Bassano Romano (20,1%), mentre Piansano (2,9%), Cellere (3,1%) e Monteromano (3,2%) registrano le quote più basse. Le nazionalità più rappresentate sono Romania (29,5%), Marocco (9,1%) e Albania (6,1%)”.

La parola va poi ad alcuni esponenti della politica non solo, che hanno preso parte alla conferenza.

“I dati forniti oggi sono molto interessanti, soprattutto quelli sull’export. Il primo trimestre è stato sì negativo, ma sono numeri viziati dai dazi americani. Viterbo è l’unica provincia del Lazio a non far parte del consorzio unico industriale, bisogna fare qualcosa a riguardo, per rendere nuovamente la Tuscia appetibile dal punto di vista finanziario”, l’intervento del consigliere regionale Daniele Sabatini.

La parola va poi al vicesindaco di Viterbo, Alfonso Antoniozzi: “Le realtà che stanno crescendo di più sono sicuramente quelle artistiche, e questo è un messaggio forte. Dobbiamo avere lungimiranza, non guardiamo solo all’oggi e al domani, ma anche a un futuro più lontano. Una delle note dolenti è sicuramente la disoccupazione, ma il problema sta nel sistema pensionistico italiano. Se non si mandano ‘a casa’ i più anziani, come si può pretendere che i giovani trovino lavoro?”.

“Sbagliando le scelte economiche poi si pagano i conti, un esempio può essere il super bonus, andava gestito in modo diverso. Se a questa situazione già non così florida aggiungiamo il Covid prima e le guerre poi, il quadro generale non può che essere questo. Ricordiamoci che le istituzioni sopravvivono agli uomini, dobbiamo impegnarci per lasciare la strada spianata per chi verrà dopo di noi”, le parole del consigliere regionale Enrico Panunzi.

Infine, l’intervento della neorettrice Tiziana Laureti ed esporta di statistica: “Ho intenzione di partecipare attivamente alla vita e allo sviluppo di questo splendido territorio, dobbiamo impegnarci e farlo crescere con qualsiasi arma che abbiamo a disposizione. Sono molto colpita dall’andamento del turismo, sono dell’idea che per migliorare la situazione riguardante il settore terziario sia fondamentale sfruttare le individualità che rendono importante questo territorio”.

Luca Trucca

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