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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un residente del quartiere di Santa Barbara, e desidero portare all’attenzione vostra e dell’opinione pubblica un disagio sempre più pesante: l’inquinamento acustico generato non solo dal continuo passaggio di motorini, ma anche da schiamazzi, urla, musica ad alto volume e bestemmie urlate senza alcun senso, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Ogni giorno, decine di scooter sfrecciano tra le vie residenziali con scarichi manomessi o rumorosi, spesso accelerando improvvisamente e producendo rumori molesti che disturbano il riposo, lo studio dei ragazzi e la quiete della fascia serale. A questo si aggiunge il comportamento incivile di gruppi di giovani che, in alcune zone del quartiere, si radunano gridando, ascoltando musica ad alto volume, e urlando imprecazioni, rendendo impossibile la normale convivenza.
Tutto ciò turba la vita dentro casa, interrompendo sonno, concentrazione e serenità familiare. A peggiorare la situazione, c’è un crescente senso di preoccupazione e insicurezza: chi prova, anche con educazione, a chiedere un minimo di rispetto o silenzio, si espone al rischio di minacce verbali o atteggiamenti intimidatori. Questo clima scoraggia l’intervento diretto e lascia i cittadini in una posizione di impotenza e rassegnazione.
Ci chiediamo sinceramente come sia possibile che, nonostante la gravità e la persistenza del problema, nessuno si stia concretamente occupando di questa situazione. Il disagio è evidente, diffuso e sotto gli occhi di tutti: eppure manca un segnale forte da parte delle autorità competenti. Tale assenza lascia i cittadini soli, senza strumenti né tutele, in un contesto che rischia di peggiorare ulteriormente.
Secondo la legge italiana (legge quadro n. 447/1995 e D.Lgs. 194/2005), il rumore nell’ambiente abitativo che causa fastidio o disturbo è considerato inquinamento acustico. In più, il codice della strada, all’articolo 155 comma 2, stabilisce che durante la circolazione si devono evitare rumori molesti e vieta di alterare il silenziatore originale: le sanzioni variano da 42 a 173 euro per scarichi alterati, e da 431 a 1734 euro se modifiche tecniche sono non conformi all’omologazione. Nel caso in cui il rumore causi concreto disturbo al riposo o alle occupazioni delle persone, può configurarsi anche un reato ai sensi dell’art. 659 del codice penale, con ammenda fino a 309 euro o arresto fino a tre mesi.
Invito le autorità locali e la polizia municipale a intensificare i controlli con fonometro, verificando la conformità degli scarichi e sanzionando i veicoli non a norma. Chiedo alle istituzioni comunali di valutare provvedimenti specifici, come divieti orari per i motorini più rumorosi, l’istituzione di zone a traffico limitato in alcune vie residenziali e controlli più frequenti nei punti più problematici del quartiere.
Auspico inoltre che i media locali diano voce a questo disagio, sensibilizzando la cittadinanza e stimolando un confronto pubblico. Il disturbo acustico continuo non è solo un fastidio: può compromettere la qualità del sonno, aumentare stress, ansia e tensione psicofisica, con ripercussioni sulla salute e convivibilità del quartiere. L’organizzazione mondiale della sanità indica l’inquinamento sonoro urbano tra le principali cause di malattie dopo quello atmosferico.
Non chiedo la proibizione dei motorini né dei momenti di socialità, bensì il rispetto delle norme vigenti, della convivenza civile e del diritto al silenzio nelle ore in cui il riposo è fondamentale.
Spero che si dia spazio a questa segnalazione, contribuendo a costruire un dialogo utile tra cittadini, istituzioni e forze di polizia.
Segnalazione firmata
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