Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ormai la politica sembra diventata una specie di tribunale improvvisato. C’è chi si candida, o minaccia di farlo promettendo di “punire” tutti gli altri, chi si augura che alle macchine venga fatta giustizia con una riga sulla fiancata.
Questi sono solo alcuni fatti, per elencarli tutti occorrerebbe una lista lunghissima, ma non voglio in alcun modo puntare il dito su qualcuno in particolare, il problema è troppo ampio per essere relegato a questo o quel nome, li uso solo come esempio per far comprendere di cosa si sta parlando.
Il problema non è la sparata in sé, quella la dimentichi dopo un giorno, ma il messaggio che passa. Si dà l’illusione che la politica sia questo: un’arma in mano al primo che grida più forte, un microfono per sfogare rancori personali, un ring dove si incitano i più esasperati a diventare giudici, giuria e carnefici. In poche parole: giustizia sommaria a buon mercato.
E lo schema è sempre lo stesso: prima si soffia sul fuoco del malcontento, poi si finge di scandalizzarsi quando le fiamme divampano. È un trucco vecchio come il mondo, ma ancora funziona, e non solo qui da noi. Guardate più in alto, a chi divide il mondo in liste di buoni e cattivi, a chi minaccia ritorsioni spacciandosi per portatore di pace, a chi campa di slogan mentre la realtà va a rotoli. Non faccio nomi che servirebbero solo pubblicizzare ulteriormente certi comportamenti e creare un ulteriore scontro di cui non abbiamo alcuna necessità.
Ma la verità è semplice: la politica non è un bar sport dove si lanciano battute per strappare risate o like. Ogni parola pesa, ogni dichiarazione può innescare comportamenti. E se chi governa gioca a fare lo sceriffo da tastiera, non può poi stupirsi se qualcuno prende sul serio quelle parole e si sente autorizzato a “fare giustizia” a modo suo.
Io penso che la politica debba fare il contrario: non alzare muri, ma costruire ponti. Non alimentare i peggiori istinti, ma dare soluzioni concrete. Non trasformare il ruolo istituzionale in una sagra della chiacchiera inutile, che nel migliore dei casi non serve a nulla e nel peggiore fa danni seri.
C’è chi ha scelto di cavalcare la rabbia per raccattare voti. La Politica, quella vera, quella con la P maiuscola è altro, la Politica preferisce un’altra strada: quella più scomoda, più lenta, ma l’unica che porta da qualche parte. La strada di chi prova a costruire, non a distruggere.Perché la differenza, alla fine, è tutta qui: c’è chi urla per farsi notare e chi lavora in silenzio per lasciare un segno e chi la fa non ha bisogno di urlare.
Massimo Erbetti
Movimento 5 Stelle
Articoli: Matteucci: “Alle prossime elezioni vorrei candidarmi per togliervi il voto di tutti quelli che hanno le palle gonfie dei politicanti di turno” – Chiara Frontini: “Altro che multe, per chi parcheggia davanti al comune servirebbero le galosce, gli farei anche una fiancata”
