|
|
Viterbo – Nel 2026 ricorrerà il bicentenario della nascita di Carlo Collodi e i festeggiamenti sono già iniziati in molte forme.
In questo clima celebrativo, l’artista viterbese Angelo Russo presenta in anteprima L’archetipo del figlio perduto, un polimaterico su tavola (68×69 cm, tecnica mista con smalti, gesso, inchiostri, filo e foglia d’oro) dedicato alla figura di Pinocchio.
Qui il burattino non è soltanto il personaggio amato dai bambini, ma diventa simbolo universale: l’archetipo junghiano del “figlio perduto”.
Il nero che lo avvolge è l’ombra interiore, luogo di passaggio e trasformazione; la farfalla rappresenta la fragile ma potente spinta alla metamorfosi; la barchetta di carta, ricordo d’infanzia e mezzo salvifico, è il viaggio verso il padre e le origini; la Fata, invisibile ma presente, incarna il femminile salvifico, forza invisibile che guida e protegge.
Un omaggio che intreccia arte e psicologia, attualizzando il messaggio di Collodi: crescere è un’avventura, e il legno può sempre cercare – e trovare – la verità.
