Viterbo – “Le terme sono il vero business su cui Viterbo deve puntare per rilanciarsi”. È un orgoglioso Emanuele Aronne, assessore all’Urbanistica del comune di Viterbo, nel raccontare come si è arrivati alla riapertura dell’area termale del Bagnaccio.
Viterbo – Le terme del Bagnaccio – Federico Basili con l’assessore Emanuele Aronne
Dopo tre anni di adempimenti e burocrazia, finalmente ieri hanno riaperto le terme del Bagnaccio.
Grande emozione e soddisfazione da parte dei proprietari dell’area, Gabriele e Alessandro Scorza e Federico Basili e dell’amministrazione comunale di Viterbo.
Un ritorno atteso da viterbesi e turisti, da pellegrini e camperisti.
C’è stata una volontà politica e amministrativa di riaprire questo luogo così amato da tutti.
Una volontà che ha portato a dialogare la proprietà dell’area con l’amministrazione comunale, trovando una strada corretta e condivisa.
Viterbo – Le terme del Bagnaccio – Alessandro Scorza, Luca Basili, Emanuele Aronne, Gabriele Scorza, Claudia Alunni Basilissi e Federico Basili
A impegnarsi a capofitto sin dalla prima ora è stato l’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne: “Ho cominciato a seguire la vicenda quando eravamo ancora in campagna elettorale, e subito capii e dissi che sarebbe stata una cosa complicata. Complicate erano le questioni urbanistiche, ma grazie anche alla fiducia che hanno avuto in me i proprietari dell’area abbiamo intrapreso la strada giusta e ce l’abbiamo fatta”.
Un iter complesso fatto di diverse fasi.
“Abbiamo dovuto inquadrare bene la situazione, innanzitutto l’area che è un’area agricola e non termale. E questo è un problema da risolvere anche in altri siti, penso ad esempio alle piscine Carletti”, spiega Aronne.
Poco più di un anno fa l’apertura di Tuscia Terme, ieri la riapertura del Bagnaccio, e Viterbo che si profila sempre più come città termale.
“Per me, e questo lo dico da sempre, le terme sono il vero business su cui questa città deve puntare per rilanciarsi: nessuno ha questo tipo di materia prima, di risorsa mineraria – afferma l’assessore -. Questi 80 litri al secondo di cui dispone la città di Viterbo è qualcosa che non esiste in nessun’altra parte d’Italia, forse del mondo”.
Irene Temperini
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