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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mio figlio Alessandro ha rischiato di morire per colpa di un cinghiale mentre transitava a Viterbo con il suo motorino.
È successo venerdì sera verso le 23 in via Osoppo, all’incrocio di via Palmanova, strada centralissima della città di collegamento con la rotonda Giorgio Almirante.
“Il cinghiale – ha raccontato mio figlio Alessandro, 15 anni – con tanti cinghialetti è saltato fuori dal ciglio della strada e mi ha investito volontariamente colpendomi sulla ruota anteriore del mio motorino mentre procedevo verso via Belluno con i miei amici, facendomi cadere a terra e rotolare nell’altra corsia della strada. Fortunatamente in quel momento non transitava un altro veicolo altrimenti non so se starei qui a raccontare l’accaduto”.
Mi sono recato immediatamente sul posto, ho trovato il motorino distrutto, mio figlio steso a terra tremante, terrorizzato e pieno di sangue assistito dai compagni anche loro scossi ed impauriti, testimoni dell’aggressione del cinghiale, un adulto molto grande.
Alcuni compagni di mio figlio hanno allertato me e i carabinieri sopraggiunti immediatamente sul posto che hanno fatto intervenire il 118. I sanitari hanno provveduto a ristabilizzare mio figlio e ad apportare le prime cure alle ferite risultate per fortuna tante ma solo superficiali.
Questa mia denuncia vuole far capire alle autorità che bisogna intervenire subito e non dopo le tragedie sulle strade della nostra città.
In quella zona, la rotonda di via Belluno, via Osoppo, via Genova eccetera, troppo spesso si incontrano famigliole di cinghiali che tutti filmano e con cui si fanno selfie ma mai nessuno interviene seriamente, poi può succedere il dramma.
Le autorità responsabili di queste vie devono adottare tutte le azioni per evitare o quantomeno informare i cittadini del pericolo di questi animali che circolano in città con istallazioni di cartelli di avviso di pericolo, maggiori illuminazioni e barriere sulle strade e anche abbattimenti controllati. Sono troppi e troppo pericolosi perché non sono animali quieti e tranquilli ma selvaggi e pericolosi.
Facciamo in modo che quello accaduto a mio figlio non si ripeta in quanto tanti sono adulti e ragazzi che in città, soprattutto d’estate, si muovono con motorini, moto, scooter. Tutti conosciamo queste zone piu pericolose e le amministrazioni le conoscono ancora meglio di noi cittadini.
Interveniamo subito. Le strade della nostra città devono essere più curate (buche, avvallamenti, scarsa illuminazione) e più sicure, chi può deve fare subito, non aspettare ma intervenire prima prevedendo i pericoli che tutti conoscono.
Gianfranco Proietti
