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Picchiavano e umiliavano 21 anziani, processo lampo a sei operatori sociosanitari

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Latera – “Sei un sarcofago che cammina”, processo lampo per i sei operatori sociosanitari che picchiavano e umiliavano 21 anziani. Quindici i familiari delle vittime pronti a costituirsi parte civile. Chiedono agli imputati un risarcimento per le sofferenze inflitte ai propri cari. Sono assistiti da uno stuolo di dieci avvocati.



“Sei un sarcofago che cammina”. È una delle premurose “attenzioni” offerte agli anziani dal personale dell’ospizio degli orrori, quello per cui alla vigilia di ferragosto sono tornati liberi prima del processo i tre oss arrestati nel blitz dei carabinieri del 21 gennaio. Lo ha deciso mercoledì il gip, revocando anche la sospensione dalla professione degli altri tre operatori raggiunti sette mesi fa da misura cautelare in seguito all’inchiesta sulla casa di riposo Villa Daniela di Latera. Inchiesta che si è chiusa l’11 agosto con l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato del pm Flavio Serracchiani e di riti alternativi da parte delle difese. In pratica, salvo complicazioni, sarà un processo lampo. 

Tra la sera dell’8 e la mattina del 9 luglio dell’anno scorso, due degli arrestati hanno legato al letto per 12 ore nella stessa posizione una delle 21 vittime, 4 uomini e 17 donne, dalle ore 18,06 alle ore 6,52 del mattino successivo. “Sei un sarcofago che cammina”, bestemmie e insulti facevano parte del linguaggio triviale usato quotidianamente dai sei indagati colpiti da misura cautelare.

“L’avvenuto allontanamento dal luogo in cui si sarebbero verificati i fatti e il tempo trascorso dall’esecuzione delle misure cautelari, costituiscono indici in base ai quali ritenere che le esigenze cautelari siano venute meno, con conseguente revoca delle misure cautelari in esecuzione”, viene sottolineato a distanza di sette mesi nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. 

Uno degli operatori è accusato anche di violenza sessuale, in quanto tra luglio e settembre 2024 avrebbe maltrattato un’anziana “con continue ed assillanti richieste di baci e/o abbracci, con insistenti riferimenti sessuali e con toccamenti delle zone genitali, anche a mezzo di un bastone e, con le medesime condotte (…) la costringeva a subire atti sessuali, consistiti in toccamenti delle parti intime e baci”.


Latera - Maltrattamenti in una casa di riposo

Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo


Pronti a costituirsi parte civile 15 familiari di nove delle parti offese: tre figli sono difesi dall’avvocato Francesca Martini del foro di Siena; un altro figlio è difeso da Vincenzo Dionisi di Viterbo; un altro da Francesca Cartei di Firenze; due figlie da Francesco Bianchi di Roma; altri tre figli dall’avvocato Martina Bartoli del foro di Firenze; un altro figlio dal legale Lapo Fè di Firenze; una figlia da Paolo Fralassi di Grosseto; un altro figlio Barbaro Longhi di Prato; infine due prossimi congiunti sono assistiti dagli avvocati Michela Raimondi di Viterbo e Giuseppe Nicosia di Grosseto. 

Ai sei operatori sociosanitari accusati di maltrattamenti pluriaggravati, e uno anche di violenza sessuale ai danni di un’anziana ospite di 85 anni, viene contestata anche l’aggravante della coabitazione “atteso che gli anziani si trovavano quotidianamente a contatto con loro”.

Un’anziana sarebbe stata presa per il collo e minacciata di morte. A un anziano sarebbe stato detto: “Ma che cazzo vuoi? Ma stai zitto che stai per morire… ma quando muori?”. Gli schiaffi sarebbero stati all’ordine del giorni, anche solo per levare le dentiere. “Leva questi denti” e giù manate. A un vecchino è toccato un pugno in faccia, a una donna una testata sulla nuca. Botte anche a chi chiedeva di poter telefonare ai figli. 

Altra aggravante, la violazione dei doveri inerenti al pubblico servizio svolto: “Agendo in danno degli anziani ospiti della struttura ed approfittando delle circostanze di luogo, di tempo e di persona, anche in riferimento alla loro età, tali da ostacolarne la difesa – invero trattandosi di persone affidate per ragioni di cura ed assistenza, in condizione di vulnerabilità per l’età avanzata ed affette, in ragione di ciò, da decadimento psicofisico, lontane da parenti ed amici a cui poter chiedere un intervento immediato, collocate all’interno di una struttura”.

Silvana Cortignani


Video: Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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