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Sant’Agostino uno dei pensatori più affascinanti del suo e del nostro tempo, in lui abbiamo un esempio-guida…

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Sant'Agostino d'Ippona

Sant’Agostino d’Ippona

Viterbo – Che si sia credenti o no nella fede cristiana, chiunque sia interessato alla storia del pensiero e della fede non può che restare affascinato da Agostino di Tagaste, poi vescovo di Ippona. Il suo “Le Confessioni” e poi “La città di Dio” dove introdusse la storia nel pensiero filosofico ne fanno uno dei pensatori più affascinanti del suo tempo e, posso dirlo?, del nostro.

Il 28 di agosto si ricorda la sua  morte nel 430. A Viterbo, presso la Chiesa della Ss.ma Trinità, i religiosi dell’ordine  “Agostiniano”, lo ricorderanno in maniera, a me sembra, degna del personaggio e anche di stimolo a fare le cose meglio di quanto si vede in giro. Non solo con un incontro di preghiera, importante per i cammini dello spirito, ma anche con un programma culturale denso di spiritualità. Dobbiamo stare attenti a non separare la fede dalla vita concreta. Guarda caso il Papa Leone XIV, agostiniano anche lui, domenica 24 a mezzogiorno da san Pietro ha ricordato proprio questo.

Commentando il Vangelo del giorno (da Luca 13): “…le parole del Signore servono a scuotere la presunzione di coloro che pensano di essere già salvati, di quelli che praticano la religione e perciò si sentono già a posto. In realtà essi non hanno compreso che non basta compiere atti religiosi se questi non trasformano il cuore: il Signore non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia…”.

Presentare anche culturalmente e con la bellezza e armonia della musica, il pensiero e il cammino spirituale di Agostino può aiutarci a uscire dal devozionale che si ferma alla devozione e condurci sui cammini sempre in cammino verso la sintesi di vita e storia.

Cammino, lo ripeto, sempre in cammino anche se mai arriveremo a trasformare “la città degli uomini in città di Dio”, quella “città” dove finalmente vedremo regnare la giustizia, l’amore, la correttezza, l’accoglienza… Questo cammino richiede buttarci nel “tempo” e non solo nello “spazio” delle cerimonie che finiscono appena cerimoniate. Il tempo è superiore allo spazio diceva Papa Francesco nella sua “Evangelii Gaudium”.

Dobbiamo avviare i processi per poter raggiungere orizzonti futuri, quelli che Agostino intravedeva come i cammini della fede cristiana, che non è un culto religioso, ma uno stile di vita nella vita. Abbiamo, noi credenti, un esempio-guida nel maestro del quale Agostino diceva: “Tardi t’amai… bellezza così antica e così nuova. Si, perché tu eri dentro dime e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature… eri come e io non ero con te. Mi chiamasti e il tuo grido sfondò la mia sordità…” (Le confessioni, X). Vorrei ringraziare il superiore della comunità agostiniana e i suoi collaboratori perché il loro impegno, serio, ci aiuti a svegliarci, anche noi.

Ricordare i nostri santi o patroni scenda dai palchi illuminati del mercato e “sfondi la nostra sordità e cecità spirituale”. Non sarà facile, ma se ci pensiamo e crediamo insieme, ci riusciremo. Per pensarci e crederci insieme non è necessario entrare nelle stesse chiese. E non sarà mai troppo tardi.

Don Gianni Carparelli


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